Il cardinale Carlo Maria Martini è morto

L'arcivescovo emerito di Milano, 85 anni, malato da tempo di Parkinson ha rifiutato ogni forma di accanimento terapeutico

Il cardinale Martini

Il cardinale Martini

MILANO - Il cardinale Carlo Maria Martini è morto. Lo ha comunicato l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola. L'arcivescovo emerito di Milano aveva 85 anni, era da tempo malato di Parkinson ed era oramai "in fase terminale" secondo quanto comunicano i medici che lo avevano in cura. Dopo un'ultima crisi, cominciata a metà agosto, non è stato più stato in grado di deglutire né cibi solidi né liquidi. Il cardinale è stato lucido fino all'ultimo e ha rifiutato ogni forma di accanimento terapeutico. Papa Benedetto XVI era già stato informato ieri sera sull'aggravamento delle condizioni di salute del cardinale. Il cardinale Scola aveva detto: "Milanesi, pregate per lui". Nel 2002 il cardinale Martini aveva scelto di vivere a Gerusalemme ed è tornato in Italia nel 2008 "per complicanze non necessariamente legate alla sua patologia". 

La sua vita
Il cardinale Carlo Maria Martini è stato un propulsore dell'ecumenismo e del dialogo con le altre religioni, a cominciare dall'ebraismo. Un grande biblista e un uomo dalla profonda cultura, autore di molti libri e scritti, capace però di parlare alle folle e di attirare i giovani. Una figura aperta al cambiamento.  Nato a Torino il 15 febbraio 1927 entra nella Compagnia di Gesù a 17 anni, il 25 Settembre 1944, e qui studia filosofia e teologia. Il 13 luglio 1952 viene ordinato sacerdote a Chieri (To). Nel 1958 si laurea in teologia fondamentale alla Gregoriana di Roma. Il 2 febbraio 1962 pronuncia la solenne professione religiosa. Il 29 settembre 1969 è nominato Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, carica che terrà fino al 1978. Sempre nel 1969 esce la seconda edizione di "The Greek New Testament", che costituisce la base delle 800 e più versioni del Vangelo diffuse nel mondo: padre Martini è uno dei cinque editori, l'unico cattolico. Il 18 luglio 1978 Paolo VI lo nomina Rettore Magnifico della Pontificia Università Gregoriana. Giovanni Paolo II, lo elegge il 29 dicembre 1979 alla cattedra episcopale di Milano. Il 6 gennaio 1980 viene consacrato vescovo in S. Pietro. E il 10 febbraio successivo fa il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Milano. Il 2 febbraio del 1983 il Papa lo fa cardinale, con il titolo di Santa Cecilia. L'11 luglio 2002 il Pontefice accetta le sue dimissioni. Il progetto del card. Martini è di riprendere gli studi biblici vivendo prevalentemente a Gerusalemme. E così fa. Come cardinale elettore, torna a Roma per il conclave 2005, che elegge papa Ratzinger, ed è lui stesso è indicato da media e osservatori come uno dei papabili. L'11 giugno 2006 riceve la Laurea honoris causa in filosofia dall'Università ebraica di Gerusalemme gli conferisce. Nel 2008 rientrò in Italia definitivamente, stabilendosi all'Aloisianum di Gallarate, per poter curare il Parkinson.


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