Sulcis, Napolitano sta dalla parte dei minatori

Il capo dello Stato si dice "vicino alle loro ansie". Dramma in miniera, leader della protesta si taglia un polso

Il minatore mentre si taglia il polso

Il minatore mentre si taglia il polso

ROMA - "Vorrei che i minatori del Sulcis, impegnati in una prova durissima, sapessero come mi senta profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie. Capisco fino in fondo la volontà di lotta che manifestano per una causa di vitale importanza per ciascuno di essi e per le famiglie". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si stringe vicino ai minatori del Sulcis e ripone fiducia nel meeting di venerdì, augurandosi che entrambe le parti affrontino la discussione con spirito risolutivo: "Ritengo che l'incontro in sede nazionale debba costituire un'occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni già compiute, e dare prime risposte che possano trasmettere serenità e fiducia in un momento così drammatico specie per i lavoratori raccoltisi nella profondità della miniera". Sono sottoterra da quattro giorni, i minatori della Carbosulcis e continuano l'occupazione dei pozzi di Nuraxi Figus, a quasi 400 metri di profondità, a 400 metri dalla luce e dal sole. Questa mattina hanno convocato una conferenza stampa davanti alla 'riservetta' in cui sono custoditi oltre 600 chili di esplosivo e i detonatori. "Siamo disperati", hanno detto gli operai e uno dei leader della protesta, Stefano Meletti, della Rsu Uil, particolarmente agitato, si è tagliato un polso gridando: "è questo che dobbiamo fare, ci dobbiamo tagliare?". L'uomo è svenuto ed è stato trasportato all'ospedale privo di conoscenza dove è stato raggiunto dalla moglie. Le sue condizioni sono buone, le ferite sono superficiali. Meletti sta bene ma preoccupano le sue condizioni psicologiche, per questo è stato trattenuto in ospedale. Questi minatori rivendicano il diritto al lavoro per sé e per i 520 dipendenti dell'ultima miniera italiana. Il Sulcis è una regione della Sardegna con un tasso di disoccupazione impressionante, è la regione più povera d'Italia. A Nuraxi Figus, si discute sulla possibilità di produrre energia pulita dall'anidride carbonica ( investimento 200 milioni di euro) da utilizzare per la produzione industriale sarda, ma a giudicare da quello che è stato fatto, nessuno sembra crederci.

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