Semestrale Iren, utili in calo di 20 milioni

Indebitamento di 2 miliardi e 654 milioni di euro. Parma chiede le dimissioni del vicepresidente Villani

REGGIO EMILIA - Iren ha chiuso il primo semestre con ricavi consolidati in crescita del 34,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa a 2.266,9 milioni di euro, un risultato, spiega la società, ''riconducibile sia all'aumento dei quantitativi di energia elettrica, gas e calore venduti, attribuibile ad un andamento termico favorevole e all'entrata in esercizio, da ottobre 2011, della centrale di cogenerazione Torino Nord, sia all'incremento dei prezzi delle commodities energetiche''. Il margine operativo lordo si attesta a 336,1 milioni di euro (+2,9%) mentre il risultato operativo, pari a 195,4 milioni di euro risulta in crescita dello 0,6%. Il risultato netto è sceso a 75,3 milioni di euro rispetto ai 96,3 milioni di euro dell'analogo periodo 2011 per il maggior peso degli oneri finanziari, l'accantonamento per rischi relativi a future perdite di partecipazioni e l'impatto della 'Robin Hood Tax'. L'indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2012 è pari a 2.654 milioni di euro, in linea con i 2.653 milioni di euro di fine 2011 e in contrazione di 240 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2012.


Le dimissioni di Villani
Intanto il Comune di Parma, socio al 6,6% della multiutility nata dalla fusione tra la ligure-piemontese Iride e l’emiliana Enìa, è in pressing affinché il pidiellino Villani (nominato dal sindaco precedente Vignali, ma ora al governo ci sono i grillini), medico dai molteplici incarichi dentro e fuori il partito, faccia "immediatamente" un passo indietro, rimettendo il mandato con otto mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del consiglio di amministrazione, il cui ciclo si chiuderà nell’aprile 2013. Villani, per ora, non molla. E nemmeno si pronuncia: cercato più volte sul cellulare dal Secolo XIX, nell’intera giornata di ieri il vice presidente non ha risposto al telefono. Dal gruppo nessun commento, fonti fanno notare che sollevare dall’incarico un componente del cda è prerogativa dell’organismo che lo ha nominato, quindi dell’assemblea dei soci (anche il cda può sfiduciare un suo componente). L’assessore all’Ambiente, Gabriele Folli, accusa Villani di "non fornire le informazioni societarie" che l’amministrazione gli chiede. "Se ci fosse una persona di nostra fiducia - sostiene Folli - sarebbe più facile accedere alle informazioni in maniera più rapida". Il pressing dell’assessore all’Ambiente è sostenuto dai grillini e formalizzato in una lettera: "Il gruppo consiliare M5S chiede con le dimissioni del vicepresidente Villani. Non esistono i presupposti di fiducia che possano garantire la tutela del Comune di Parma all’interno della multiutility. La società si è caratterizzata fin qui per scarsa trasparenza e dialogo".

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