Bersani contro Beppe Grillo: siete i fascisti del web

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Il segretario a Festa Democratica: "Ripartiamo da Reggio Emilia, capitale di nobiltà politica"

Pier Luigi Bersani assieme a Roberto Ferrari, Graziano Delrio e Sonia Masini (foto Studio Elite)

Pier Luigi Bersani assieme a Roberto Ferrari, Graziano Delrio e Sonia Masini (foto Studio Elite)

REGGIO EMILIA – “Il Paese ha bisogno di una riscossa civica e morale: ripartiamo da qui, da Reggio Emilia, da un capitale di nobiltà politica senza pari nella storia italiana”. Con queste parole Pier Luigi Bersani ha suggellato il suo discorso per l’inaugurazione dello spazio dibattiti alla Festa Democratica nazionale di Reggio Emilia, dedicato a Pio La Torre. Un intervento breve (“Sarò qui anche per la chiusura, non vi sorbirete due discorsi”, ha detto sorridendo), ma nel quale il segretario del Pd ha messo in chiaro le direttrici sulle quali si muoverà la festa: l’onestà, la voglia di reagire, l’impegno civile.
Una richiesta forte in tal senso era arrivata anche pochi minuti prima da Franco La Torre, figlio del deputato – ucciso 30 anni fa – che per primo propose una legge che prevedeva il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni ai malavitosi. “Quando mio padre fu assassinato – ha detto La Torre – alcuni partiti erano percepiti come nettamente schierati: oggi questo non succede. Segretario, io le chiedo che il Pd sia in prima fila sulla battaglia contro la mafia, anche nella percezione pubblica e non solo nelle aule del Parlamento”.
“La festa avrà numerosi momenti in cui si parlerà di lotta contro la mafia – aveva ricordato poco prima Roberto Ferrari, segretario provinciale Pd – In un territorio come il nostro, colpito duramente dal terremoto, la criminalità organizzata ha fiutato l’occasione di fare affari: non bisogna lasciare che questo avvenga”.
E le parole pronunciate da Bersani, subito dopo, sono state tutte sui binari dell’impegno civile, della reazione allo status quo, del riavvicinamento alla politica. “C’è bisogno di gente onesta e perbene che voglia reagire – ha detto il segretario nazionale – I volontari che hanno lavorato qui ne sono uno splendido esempio: non so come abbiate fatto a lavorare con questo caldo micidiale. Vorrei che certi commentatori venissero a vedere il vostro lavoro, per capire quali siano le vere risorse per il Paese”.

Il pubblico accorso per l'intervento di Bersani (foto Studio Elite)

Il pubblico accorso per l'intervento di Bersani (foto Studio Elite)


Un Paese che, secondo Bersani, sarà presto atteso da prove molto difficili: ci aspetta un autunno con una crisi da fronteggiare e una nuova tornata elettorale (“O se per Moody’s è un problema, dovremmo forse abolire le elezioni?”, chiede, sarcastico).
Il momento è giusto, per il segretario Pd, per lanciare un appello ai riformisti e una feroce polemica contro chi alza la voce e monta il dissenso. Bersani non nomina mai esplicitamente Beppe Grillo, ma il riferimento è netto: “Nelle crisi c’è sempre la tentazione di seguire chi abbaia più forte, ma sono tutti modi di fare che, inevitabilmente, finiscono per tendere a destra. Chi se ne esce con frasi come ‘Vi seppelliremo’ o ‘Vi seppelliremo vivi’ usa linguaggi fascisti – tuona Bersani – E certi linguaggi non ci impressionano: venite via dalla Rete, venite qui a dire una cosa del genere”.

Pier Luigi Bersani alla Festa Democratica di Reggio Emilia: guarda la fotogallery

Si potrebbe obiettare che, programma alla mano, le voci di dissenso non abbiano trovato nemmeno un invito alla Festa Democratica nazionale, ma il messaggio di Bersani passa comunque in maniera molto chiara. Presto sarà tempo di elezioni, ed è necessario organizzarsi: “E’ tempo di un cambiamento concreto – conclude – Da Reggio Emilia deve partire una proposta chiara: i riformisti si dovranno prendere le loro responsabilità davanti all’Italia”.
A margine dell’inaugurazione, Pier Luigi Bersani ha avuto modo di scambiare alcune battute con i cronisti, sintetizzando le posizioni del partito sui temi d’attualità.

La legge elettorale: “Se nessuno può governare, arriva lo tsunami”
“Vedo francamente la possibilità, e la vedevo già a luglio, di una nuova legge elettorale che cancelli il porcellum – ha dichiarato Bersani -  Ma questo non dipende solo da noi: lo vedremo nelle prossime ore. Noi abbiamo chiarito i nostri due paletti”.

Pier Luigi Bersani sul palco di Festa Democratica (foto Studio Elite)

Pier Luigi Bersani sul palco di Festa Democratica (foto Studio Elite)


Certo è che “il mondo deve sapere che in Italia c'è qualcuno che può governare, sennò – ha concluso - arriva lo tsunami”.
Non è detto, però, che con l’arrivo della legge elettorale si vada subito al volo: “Il problema  è avere la nuova legge elettorale. Ma se si fa una legge elettorale nuova, non c'è nessun automatismo rispetto all'andare a votare subito. È chiaro - ha detto - che di fronte ai mesi che abbiamo davanti essere attrezzati è doveroso”.

Un governo politico dopo Monti?
“Il tema è avere una univoca maggioranza parlamentare, cioè avere un sistema simile a quello delle democrazie del mondo con centrodestra e centrosinistra e i cittadini che scelgono tra ricette diverse”. Così, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha replicato se vi possa essere un governo politico dopo l'esperienza tecnica di Monti. “Il governo - ha aggiunto - non si giudica dai tecnici che ha al proprio interno: anche Prodi, all'inizio, era un tecnico”

Le alleanze
In vista delle nuove elezioni e della formazione di nuovi schieramenti politici, Bersani ha negato di aver incontrato Casini, pur non chiudendo affatto la porta all’Udc: “Noi non saremo settari e ci rivolgiamo a chi voglia stare con noi per una legislatura di ricostruzione – ha detto - Io non sto incontrando Casini, non abbiamo fatto alleanze con Casini, ma noi non saremo settari”.

La ricostruzione post-terremoto: “Cdm più di intenzioni che di decisioni"
“Quello di ieri è stato un Consiglio dei ministri più di intenzioni, alcune anche molto buone, che di decisioni: mi permetto di raccomandare molta concretezza”. Ieri è stata decisa la proroga per la sospensione del pagamento delle tasse nelle zone colpite dal terremoto, ma a giudizio di Bersani tutto ciò non basta: “Ci vogliono tavoli per le crisi industriali, bisogna dare un'occhiata alle piccole e medie imprese, al sistema delle tariffe, alla lotta all'evasione fiscale”. Inoltre, ha aggiunto, "bisogna vedere, anche con le forze sociali e gli enti locali, come fare davvero una spending review perchè quella vista finora è solo in piccola parte una spending review: bisogna mettere molta, molta concretezza”. 

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