Palazzo Busetti: "Polveri fino in piazza del Monte"

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Una famiglia di via don Andreoli: "Zona dei lavori completamente aperta, chiediamo tutele"

Il cantiere di palazzo Busetti (foto Studio Elite)

Il cantiere di palazzo Busetti (foto Studio Elite)

REGGIO EMILIA – Il cantiere continua a pieno regime, nel silenzio e nel caldo soffocante di questo agosto. Via don Andreoli, tra camion è polveri, è uno squarcio nel cuore della città: i lavori di demolizione dovrebbero terminare intorno alla fine del mese, per lasciare il posto agli scavi per il piano interrato e alla ricostruzione della parte demolita (con la realizzazione di gallerie commerciali), oltre al restauro conservativo di palazzo Busetti. Un progetto chiamato a dare lustro al centro storico, ma che, per il momento, sta causando non pochi disagi ai residenti nella zona, che lamentano di aver ricevuto poche informazioni sull’inizio dei lavori e convivere da giorni con rumori forti e aria irrespirabile a causa delle polveri del cantiere.
E se in un’intervista a “La Gazzetta di Reggio” Maurizio Fontanili, titolare della ditta a cui sono stati affidati i lavori, liquida i disagi con un “C’è sempre chi si lamenta, meno polvere di così non può essercene”, c’è chi non è altrettanto disposto a lasciar correre.

Il cantiere di palazzo Busetti: guarda la fotogallery 

Nei giorni scorsi una delle famiglie residenti in via don Andreoli ha presentato un esposto al Comune, con una lettera indirizzata al sindaco Graziano Delrio: “Venerdì scorso è stata data comunicazione alla cittadinanza che  sarebbero incominciati a breve i lavori del cantiere: nessuna informazione o contatto ai residenti – scrive Dantina Fornaciari - Nessun cenno alla viabilità, ai parcheggi, alle precauzioni prese per rendere possibile la sopravvivenza, meglio ancora sarebbe, la convivenza, con un cantiere di importante invadenza nella vita degli abitanti”. Alla famiglia – così come confermato in un’intervista a Reggionline anche al figlio della donna, Alessandro Riccò – sarebbe arrivata solamente una comunicazione informale da parte del titolare dell’impresa che cura le demolizioni, la scorsa domenica mattina: “E’ stato lui a dire a mio padre, informalmente, che l’indomani sarebbero iniziate le operazioni sul cantiere”, spiega.

I residenti osservano i lavori (foto Studio Elite)

I residenti osservano i lavori (foto Studio Elite)

Da allora, racconta la famiglia, i disagi sarebbero stati numerosi e importanti: “Nonostante da lunedì abbia sempre tenuto chiusi i serramenti interni ed esterni, serrati 24 ore su 24 – spiega la Fornaciari - la mia abitazione è inutilizzabile: a parte il rumore assordante e prolungato e le vibrazioni forti, la polvere e l’odore sono di impossibile sopportazione. La polvere é penetrata e ci provoca bruciore alle narici e agli occhi, mal di gola e difficoltà respiratorie. A due metri dalla demolizione abita un neonato, dimesso da pochi giorni dall’ospedale, che certo ‘beneficierà’ delle polveri che sono entrate e invadono la sua abitazione, che ha le finestre prospicenti il cantiere”.

Il cantiere di palazzo Busetti: le foto dei residenti del quartiere 

Per combattere questi disagi, l’impresa di demolizione si è munita di un cannone, che nebulizzando l’acqua fa cadere polveri e piccole scorie. Una precauzione che, però, secondo i residenti non sarebbe sufficiente: “Quando lavorano, le polveri arrivano fino a piazza Del Monte – afferma Riccò – Il problema è che questo cantiere è completamente aperto e mancano le protezioni. Operazioni di questo tipo sono già state fatte in centro storico, come ad esempio al mercato coperto, ma non c’erano stati disagi di questo tipo”. Una denuncia che è arrivata anche al sindaco Graziano Delrio: “Nonostante ci siano molti mezzi per attenuare i disagi causati da tale genere di cantiere – scrive la Fornaciari nella sua lettera - é evidente e ben visibile che non siano state messe in atto opere idonee: nessuna protezione risulta visibile e il cantiere é completamente aperto, con macchinari giganteschi che emettono fumi di scarico e altro”.

Una foto al cantiere, scattata da un residente della zona

Una foto al cantiere, scattata da un residente della zona



Pur consapevoli che un cantiere porta disagi, i residenti appaiono comunque infastiditi dai modi in cui l’operazione viene condotta: “Si é giocato sull’effetto ‘improvvisata’ abbinato al periodo di Ferragosto per mettere la cittadinanza, e in particolar modo i residenti,  con le spalle al muro –attacca la Fornaciari - e nell’impossibilità di nuocere agli interessi dei potenti”. Dello stesso tono anche l’accusa di Riccò: “L’Asl è stata qui solo per due ore, ha fatto qualche controllo e nient’altro – spiega – La verità è che chi lavora qui gode dell’appoggio di tutti, si sentono sicuri e protetti, e addirittura aggrediscono i residenti se si accorgono che qualcuno sta scattando foto al cantiere”.

Giunti a questo punto, i lavori difficilmente potranno essere abbandonati: “Temiamo quello che succederà quando termineranno le demolizioni e inizieranno gli scavi – conclude Riccò – Noi chiediamo solamente di essere tutelati nella nostra salute, e che si faccia qualcosa per questo problema delle polveri. Niente altro”. “Mi rammarico delle prevaricazioni e della indifferenza  messe sul campo dalle istituzioni – gli fa eco la Fornaciari - Ringraziamo di avere preso a cuore la situazione di palazzo Busetti, ma con una puntualizzazione: per la città sono certo importanti i palazzi ma anche o forse di più i cittadini, che meritano ed esigono rispetto”. 

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