Soldi per andare in tv, Grillo contro Favia

Il comico: "Dare soldi per andare in tv, è come pagare il proprio funerale". Si riferisce ai politici che hanno pagato per farsi intervistare su emittenti emiliane. Tra loro Favia del M5S

Beppe Grillo

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ROMA - "Da mesi, con un ritmo sfiancante, i quotidiani, e le testate on line che vivono di notizie ‘copia eincolla’ e rimbalzano le falsità, insultano, diffamano, spargono menzogne, inventano fatti, creano dissidi inesistenti, diffondono odio su di me e sul MoVimento 5 Stelle". Lo scriveBeppe Grillo sul suo blog. E aggiunge: "Pagare per andare in televisione per il MoVimento 5 Stelle è come pagare per andare al proprio funerale, anche se è certamente lecito. I soldi pubblici e il M5S sono inconciliabili". Quest'ultima frase ha l'aria di un rimprovero proprio verso Favia.
Proprio in questi due giorni, il Movimento 5 Stelle è finito nell'occhio del ciclone - assieme ad altri partiti come Pdl, Udc, Sel e Lega Nord - per quanto è emerso dall'inchiesta di Repubblica in Emilia-Romagna. Consiglieri regionali pagano le tv locali stipulando veri e proprio contratti per essere intervistati. Fra questi c'è lo stesso Giovanni Favia, uno degli esponenti più influenti del Movimento, che ha detto: "Continuerò a farlo, l'informazione non è libera".
La polemica riguarda Rete 7 ed E'tv, quest'ultima emittente della Curia, che fino ad oggi aveva sempre negato comportamenti simili. Ma Lega Nord e Sel, invece, confermano la richiesta di denaro per andare in video anche da parte della tv dei vescovi. "Io il contratto con -E'tv ce l’ho, certo che ce l’ho", diceva ieri il leghista Manes Bernardini, ex candidato sindaco di Bologna.
Gli esponenti grillini sono accusati di aver fatto un uso "immorale" - così l'ha definito il presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Matteo Richetti - dei soldi pubblici spendendoli per interviste a pagamento sulle tv locali emiliano-romagnole. Al centro dello scandalo, Giovanni Favia, consigliere regionale e volto tra i più noti del Movimento. Che però non ci sta e contrattacca: "Che acquistiamo spazi - ha detto - l'abbiamo sempre dichiarato sul nostro sito. Noi non paghiamo nessun giornalista nè abbiamo quotidiani amici. Abbiamo acquistato degli spazi autogestiti per fare un'ora di informazione in diretta con telefonate aperte alle domande dei cittadini. La terzietà era garantita dal fatto che tutte le forze politiche vi partecipavano in regime di par condicio".

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