Brescello: la 18enne marocchina pestata altre volte dal padre

La denuncia per violenze al Grande Emilia segue quella del 2008. Già nel 2005 la piccola all'insegnante: "Mi picchia"

La giovane è stata vittima di altre aggressioni da parte del padre

La giovane è stata vittima di altre aggressioni da parte del padre

BRESCELLO (Reggio Emilia) - Si arricchisce di nuovi particolari la vicenda della 18enne marocchina pestata selvaggiamente dal padre davanti a tutti qualche giorno fa al Grande Emilia di Modena a causa del suo desiderio di "occidentalizzarsi".
La giovane sapeva che al centro commerciale avrebbe visto il genitore. Anzi, con lui aveva preso una sorta di appuntamento per farsi restituire alcuni documenti e altri oggetti rimasti nell'abitazione che la famiglia ha a Brescello. E aveva scelto un luogo affollato e pieno di gente proprio perché sapeva della pericolosità dell'uomo, già in passato denunciato per una prima violenza subita nel 2008 e in conseguenza della quale, stando a quanto scrive oggi Il Resto del Carlino, l'allora minorenne affetta da una disabilità mentale è stata prima allontanata da casa e quindi data in carico ai servizi sociali di Brescello, che l'avevano affidata a una comunità nel modenese.
Una volta raggiunta la maggiore età, per iniziare a lavorare lla ragazza aveva bisogno di documenti ed ecco il perché dell'appuntamento con il padre. Una volta incontratisi dev'essere tuttavia scoppiato l'ennesimo diverbio al culmine del quale l'uomo non ha esitato ad assestare alla propria figlia, sangue del suo sangue, calci, pugni e addirittura una ginocchiata in pieno volto che le ha fratturato il setto nasale facendo colare sangue prima sui vestiti della ragazza e quindi per terra. La scena non poteva passare inosservata: alcuni clienti del centro sono intervenuti allontanando il padre e chiamando la sicurezza. La 18enne è stata portata in ospedale e curata - prognosi di 25 giorni - l'uomo è invece stato denunciato una seconda volta.
La vicenda del 2008, con la ragazza trovata in stato confusionale per strada con il volto tumefatto, fece scattare la denuncia per il padre, ma il fascicolo non portò a nulla. Nel 2005 un’insegnante delle scuole medie aveva notato lividi sul collo dell’allieva, che le aveva confidato di essere stata picchiata dal padre perché "non voglio portare il velo". Anche in quell'occasione il genitore se la cavò senza particolari problemi. Ora la giovane, che aveva anche rifiutato di prendere come sposo un ragazzo scelto per lei dal papà, teme che dopo l’ennesimo pestaggio il genitore la passi un'ennesima volta liscia.

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