Ordinanza antiprostituzione: appena nata, è già polemica

Mugugni in giunta e il Sulpm attacca: "La Municipale tagliata fuori". Il Comune: "Non è vero"

Da stasera entrerà in vigore l'ordinanza voluta dal sindaco

Da stasera entrerà in vigore l'ordinanza voluta dal sindaco

REGGIO EMILIA - L'ordinanza anti-prostituzione voluta dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio è entrata ufficialmente in vigore da stanotte e sarà valida fino al prossimo 15 ottobre. Tanti, però, sono già i mugugni che il provvedimento ha scatenato, sia in giunta che, soprattutto, all'interno dell'amministrazione comunale.
Se infatti è vero che il fine è quello di assicurare ai residenti di Cella e Cadè il diritto a vivere in una zona ripulita dal degrado conseguenza della prostituzione, è anche vero che in questo modo si rischia di compromettere il lavoro del Comune di recuperare le ragazze vittime dello sfruttamento.
Il provvedimento, inoltre, potrebbe nascondere un vizio di forma, che tuttavia ha mandato su tutte le furie il Sulpm, Sindacato Unitario dei Lavoratori della Polizia Municipale. "L'ordinanza affida i controlli solo a carabinieri, poliziotti della questura e guardia di finanza:", attacca il segretario provinciale Marco Gagliardi. "Spero di essere smentito, ma noi della Municipale non siamo indicati. Anche i miei colleghi sono sconcertati, in altre ordinanze il nostro ruolo è previsto, qui rischiamo di non poter fare le multe".
Ma proprio a questo proposito il Comune è intervenuto in serata: "In merito all’ordinanza riguardante la prostituzione su strada in alcune vie di Cella e Cadè, l’amministrazione precisa che il provvediemento è del sindaco ed è implicito che la polizia municipale possa intervenire e sanzionare".

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