Nuovo blitz in via Emilia: 27 prostitute in questura

Una clandestina arrestata. "Pizzicati" anche 3 clienti, prime vittime dell'ordinanza. Barbieri: "E' ipocrisia"

Il blitz della polizia stanotte

Il blitz della polizia stanotte

REGGIO EMILIA - Sono le prime vittime della nuova ordinanza anti-prostituzione voluta dal sindaco di Reggio Emilia che ha già, tuttavia, causato i primi mugugni. Dopo il blitz della settimana scorsa a Cadè, gli agenti della questura, in abiti civili e in uniforme, hanno operato stanotte un nuovo rastrellamento su tangenziale e via Emilia direzione Parma che ha permesso di identificare in tutto 27 prostitute, quasi tutte già note alle forze dell'ordine.
Si tratta perlopiù di ragazze rumene, poco più che maggiorenni; 3 invece erano sudamericane e 4 albanesi. Una di queste è stata arrestata per essere rientrata in Italia da clandestina dopo un precedente rimpatrio. Gli agenti hanno anche bloccato, dopo un inseguimento per i campi, un viados brasiliano sfuggito ai controlli della settimana scorsa: portato in questura, si è dato inizio alle procedure di espulsione.
Le prostitute in questura

Le prostitute in questura


L'attività si è resa indispensabile a seguito delle chiamate ricevute dalla sala operativa della polizia dai cittadini delle frazioni reggiane sulla via Emilia, sfiniti ormai dal continuo viavai di auto oltreché dal degrado che la prostituzione, giocoforza, si porta dietro. Durante i controlli sono stati identificati anche tre clienti, uno straniero e due residenti in città: per loro sfortuna, da qualche minuto era in vigore l'ordinanza e così dovranno pagare la sanzione di 400 euro come stabilito.

Miles Barbieri (Gruppo Misto): "L'ordinanza? Solita ipocrisia di Delrio"

Sull'argomento è intervenuto il consigliere del Gruppo Misto Miles Barbieri. "E’ ormai pura ipocrisia pensare di poter eliminare un fenomeno vecchio quanto l'uomo semplicemente a colpi di sanzioni pecuniarie che, almeno da parte delle prostitute, non verranno mai pagate. Una riapertura delle case chiuse, con regolarizzazione delle prostitute legalmente in Italia, esami medici e inquadramento fiscale con relativo pagamento di tasse, limiterebbe lo sfruttamento, aumenterebbe la sicurezza e farebbe entrare un bel po' di quattrini nelle casse statali".
MIles Barbieri, Gruppo Misto in Comune

MIles Barbieri, Gruppo Misto in Comune


Secondo il consigliere comunale "pura ipocrisia è anche il voler continuare a dipingere la prostituta come 'la poverella analfabeta che viene dall'est o dall'africa più o meno nera, obbligata dal cattivo sfruttatore a colpi di bastone o di Vodoo, che non vede l'ora di affrancarsi per farsi una famiglia, lavorare onestamente e andare in Chiesa tutte le domeniche'. In realtà, oggi la prostituta è una ragazza rumena, polacca, ucraina, moldava che vive nel suo paese e nei fine settimana viene a battere per guadagnare il sufficiente per vivere alla grande per mesi e mesi a casa sua. Oppure è una africana che lavora per conto suo o in associazione, dividendo magari una casa popolare ottenuta grazie al suo reddito zero e infilandoci dentro le amiche, oppure una brasiliana che batte per la stagione poi si fa espellere per tornare gratis (o meglio, a spese degli italiani) al suo paese".
Barbieri si dice sicuro che "non le spaventano nè la polizia, perché tanto al limite perdono la nottata, nè le multe, che tanto non pagano. Quello che le spaventerebbe sarebbe pubblicizzare nel loro paese il lavoro che fanno in Italia, azione che non per niente si definisce 'sputtanare'. Ecco, questa sarebbe un'ottima soluzione per limitare la prostituzione in Italia: pubblicare nomi, cognomi e fotografie sui siti web dei paesi di provenienza".

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