Non vuole il velo, massacrata dal padre davanti a tutti
Una marocchina 18enne è stata picchiata selvaggiamente al Grande Emilia di Modena. La Bertolini (Pdl): "Inaccettabile"

L'onorevole Isabella Bertolini
Un affronto, come scrive La Gazzetta di Reggio di oggi, che le è costato caro. Un volersi "occidentalizzare" che ha radici profonde e che ha portato la ragazza via via sempre più lontano dalla propria famiglia. I conflitti, in casa, erano ormai all'ordine del giorno tanto che sono addirittura dovuti intervenire i servizi sociali di Brescello.
Secondo quanto affermato dalla giovane, all'epoca dei fatti minorenne, si è reso necessario l'allontanamento con collocazione in una comunità nel modenese. Compiuti i 18 anni e uscita dalla comunità, la ragazza ha iniziato a cercare lavoro, tenendosi tuttavia sempre lontana da Brescello e, soprattutto, chiudendo i ponti comunicativi con il padre. Fino all'altra sera, quando al centro commerciale posto sulla via Emilia si è consumato il dramma.
I due sono a fare la spesa, ma non sanno che c'è anche l'altro. Il padre la vede e le si scaglia addosso come una furia iniziando a sferrare calci e pugni, sbattendola a terra a rifilandole ginocchiate in faccia, spaccandole il naso. I presenti intervengono poiché le urla sono forti e il sangue inizia a macchiare la pavimentazione del supermercato interno all'iper. All'arrivo della sicurezza la 18enne è salva, ma il padre scappa, sale in auto e fugge via.
Ricoverata a Baggiovara con prognosi di quasi un mese, ha iniziato a raccontare il suo calvario agli inquirenti. Il rifiuto del velo e del matrimonio, il padre vendicativo. Mentre sul versante modenese il caso è in mano alla polizia, a Brescello i carabinieri hanno denunciato l'uomo per lesioni aggravate.
Isabella Bertolini (Pdl): "Inaccettabile, presenterò un'ennesima interrogazione parlamentare"
"Il pestaggio a sangue da parte del padre di una ragazza islamica, colpevole soltanto di non indossare il velo e di vivere all'occidentale, è un fatto aberrante. È il simbolo della preoccupante presenza, all'interno della nostra società, di individui apparentemente e fintamente integrati, ma pronti a picchiare e anche uccidere i propri famigliari in nome di una feroce ideologia integralista. Quanto successo a Modena ferisce non solo la giovane che lo ha subìto, ma offende anche i valori fondanti della nostra società. È un fatto che va oltre alla violenza e la aggrava motivandola con precetti religiosi e culturali che sono totalmente incompatibili con i principi della nostra carta costituzionale".
Sono le parole dell'onorevole Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati Pdl, sul fatto di cronaca accaduto qualche giorno fa al Grande Emilia. "L'islam radicale - ha proseguito l'onorevole - che vuole le donne schiave, sottomesse, segregate e non integrate, si sta pericolosamente diffondendo all'interno della nostra società, agevolato anche da politiche multiculturali che fanno passare come integrate persone che non lo sono affatto e che meritano punizioni esemplari e di essere cacciati dall'Italia e da qualsiasi paese civile.

La ragazza è stata presa a ginocchiate in faccia
Così come nel terribile caso di Novi di Modena, emerge nuovamente la realtà di un radicalismo islamico che non è conseguenza, come vorrebbero fare passare i fautori del multiculturalismo e del politicamente corretto, di una condizione di emarginazione sociale ed economica. Un radicalismo che trova terreno fertile tra persone apparentemente integrate, anche sotto il profilo economico e lavorativo".
La lista di quelle che si possono definire delle "vere e proprie martiri per la libertà è lunga. Ricordando il caso di Novi di Modena si passa a Reggio Emilia, dove la marocchina Rachida Radi è stata uccisa a martellate perché si stava convertendo al cattolicesimo, senza dimenticare Hina Saleem a Brescia e Sanaa Dafani a Pordenone. Donne uccise solo perché volevano essere libere. Su questo ennesimo e grave fatto lesivo della libertà personale - ha concluso la Bertolini - presenterò un'ennesima interrogazione parlamentare, per chiedere al governo di promuovere iniziative, anche legislative, volte a garantire il rispetto dei diritti umani e civili delle donne islamiche presenti in Italia".
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