Esecuzione Wilson, Delrio scrive al governatore texano

Il 54enne, disabile, condannato a morte per un omicidio che dice non aver commesso. L'attuazione prevista per domani

Marvin Wilson, 54 anni

Marvin Wilson, 54 anni

REGGIO EMILIA - "Siamo partecipi del dolore delle famiglie delle vittime e siamo convinti che i delitti commessi non possano restare impuniti. Tuttavia, crediamo che la pena di morte sia una punizione crudele e disumana, che punire un assassinio con un omicidio non faccia che rafforzare la spirale di violenza e lutto".
È con queste parole che il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio si rivolge al governatore dello Stato del Texas Rick Perry per chiedere di risparmiare la vita del condannato a morte Marvin Wilson, la cui esecuzione è prevista per domani, "e di concedere al condannato un'alternativa alla pena di morte". Wilson è stato condannato per l'omicidio di un informatore della polizia, Jerry Williams, che lo aveva denunciato come spacciatore. Pur non avendo mai negato di aver venduto droga, si dichiara comunque innocente circa l'assassinio per cui anche un altro uomo, Terry Lewis, è stato condannato all'ergastolo. Al processo, la moglie di Lewis ha testimoniato che Wilson le ha confidato di essere stato l’esecutore dell’omicidio. Ma a sostegno di questa affermazione non esistono prove forensi o testimoni oculari.
La lettera scritta da Delrio è stata inviata per conoscenza anche al sindaco di Fort Worth Betsy Price, città texana con la quale Reggio Emilia, grazie ai rapporti di gemellaggio in vigore da 26 anni, ha un costante confronto civile sui temi dei diritti umani, nel rispetto delle posizioni dei reciproci paesi.
"Siamo convinti dell’inviolabilità della vita umana e del diritto primario e fondamentale di tutti alla vita", si legge ancora nella lettera. "Crediamo sia giusto e doveroso da parte di chi governa uno Stato garantire ai propri cittadini sicurezza e giustizia, sappiamo però anche che ovunque la giustizia, amministrata da esseri umani, non possa, in quanto tale, essere infallibile. Questo rende la pena capitale contraria ai principi di equità che dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini. È possibile rendere la libertà a chi è stato condannato alla prigione a vita ingiustamente, non è possibile restituire la
vita a chi l’ha persa. Per queste e per molte altre ragioni, Le chiedo di valutare l’esecuzione in programma e di concedere al condannato un’alternativa alla pena di morte". L’appello del sindaco di Reggio si affianca ai numerosi di questi giorni, tra i quali quello di Amnesty International Usa.
Il sindaco Graziano Delrio

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Marvin Wilson, 54 anni, è detenuto nel braccio della morte del carcere di Huntsville, in Texas. La sua esecuzione è stata stabilita nonostante il suo ritardo mentale e numerosi appelli alla clemenza. Wilson è cresciuto in estrema povertà, facendo fatica a compiere gesti semplici come allacciarsi le scarpe, contare il denaro, falciare il prato. Ha frequentato scuole speciali, dove comunque ha ottenuto risultati mediocri. Da adulto ha iniziato a mantenersi facendo qualche lavoretto manuale e ha avuto un figlio con una convivente. In un editoriale, in cui afferma che si tratta di una esecuzione incostituzionale, il New York Times sottolinea che nel 2002 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sentenziato che "le persone con ritardi mentali dovrebbero essere categoricamente escluse dalle esecuzioni", ma allo stesso tempo ha lasciato spazio ai singoli Stati nel giudicare se un condannato abbia ritardi tali da evitargli la pena capitale. Finora tutti i tentativi di salvare la vita a Wilson sono falliti, ma il suo avvocato ha presentato ricorso alla Corte Suprema chiedendo una sospensione della pena.

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