Spending review e chiusura enti, Delrio scrive a ministro

Sul patto di stabilità il sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci: "Non più onorabile da parte nostra"

Graziano Delrio

Graziano Delrio

REGGIO EMILIA - Alla luce dei cambiamenti sul fronte degli enti locali previsti dal governo con il processo di revisione della spesa occorre "aprire un confronto sui processi di riordino e soppressione degli enti, per individuare delle soluzioni e consentire ai Comuni di mantenere l’operatività delle amministrazioni comunali". A chiederlo, in una lettera, è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, Graziano Delrio. La missiva, scritta da Delrio è stata inviata ai ministri degli Affari regionali Piero Gnudi, della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e dell’Economia Vittorio Grilli e prende, come esempio, la questione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza che, nei casi in cui non possano essere trasformate in Aziende pubbliche di servizi alla persona vengano estinte con provvedimento adottato dalla Giunta regionale.
"Spesso tali provvedimenti - spiega Delrio - dispongono il trasferimento dei beni, nonchè del personale, a favore prioritariamente di altra Azienda pubblica di servizi alla persona con analoghe finalità nell’ambito territoriale di attività o in caso di inesistenza, ai Comuni territorialmente competenti".
Tutto ciò, evidenzia il numero uno dell’Anci, "comporta il trasferimento al Comune di personale e di rapporti patrimoniali passivi, con la conseguenza di incidere sia sulla dotazione organica, sia sul rispetto dei limiti in materia di assunzioni e spese di personale. Molto spesso, per effetto di tali processi, i Comuni interessati hanno sforato i limiti previsti dalla normativa vigente, incorrendo nelle relative sanzioni ossia nel divieto di procedere ad assunzioni a qualunque titolo".


"Patto di stabilità non più onorabile da parte nostra"
"Il patto di stabilità non sarà più onorabile da parte nostra". Lo ha affermato il presidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, uscendo dall'ufficio di presidenza dell'Anci e commentando il provvedimento della spending review. Il patto di stabilità "si regge su entrate e uscite e se le entrate non ci sono più non si capisce come si potrà fare a meno di chiudere i Comuni, cosa che a settembre valuteremo: se chiudere diversi servizi in tutte le città italiane". I tagli a cui si riferisce Delrio ammontano a "500 milioni e due miliardi il prossimo anno, che impediranno ai Comuni di erogare i servizi: quindi sarà un disastro rispettare il patto di stabilità". Secondo Delrio questo provvedimento doveva essere "radicalmente cambiato, ma nonostante i nostri sforzi e la nostra protesta il parlamento ha deciso invece di aderire alla proposta del governo. Questa adesione va assolutamente ripensata". All'Ufficio di presidenza hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, il sindaco di Torino, Piero Fassino, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni e il sindaco di Varese Attilio Fontana.
"Auspichiamo - ha concluso Delrio - che da qui alla legge di stabilità ci sia lo spazio per rivedere questi tagli lineari che incideranno sui servizi. I Comuni hanno esaurito i loro margini, molti sono in deficit di liquidità e molti hanno ricevuto meno di quanto pensavano dal gettito Imu: la situazione è drammatica". Non esiste, ha ammonito Delrio, "solo il problema dell'Europa, ma anche quello dei Comuni e delle città dove la gente vive".

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