Dieci reggiani in "vacanza" in orfanotrofio in Congo

Lavoreranno in un centro di accoglienza, cura e ricovero a poco meno di 50 km dalla capitale Kinshaza

Federico Fontana (a sinistra) e Alessandro Giaroli durante il soggiorno in Congo nel 2011

Federico Fontana (a sinistra) e Alessandro Giaroli durante il soggiorno in Congo nel 2011

KINSHAZA - In un villaggio a circa 30-40 km da Kinshaza, la capitale del Congo è in funzione un punto di accoglienza, di cura e di ricovero per tutti i bambini ammalati, abbandonati, comunque fortemente bisognosi della zona circostante. All’interno vi operano due persone straordinarie, un prete-medico cileno (padre Hugo Rios) e una ultranovantenne medico senese (prof.ssa Laura Perna, meglio conosciuta in zona come "mama Coco"); questi, assistiti e coadiuvati da una schiera di volontari locali, europei e italiani, gestiscono, curano, allevano, accolgono circa 650-750 bambini, in un complesso costituito da una parte ospedaliera (ospedale pediatrico di Kimbondo) e da una parte socio-assistenziale.
E’ in questo ospedale-orfanotrofio che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze estive, lavorando con i bambini e alternandosi in una sorta di staffetta per garantire la presenza durante tutta l’estate, Federico Fontana, Antonio Bosisio, Emilio Dal Re, Sofia Ruozi, Filomena Tufaro, Filippo Mazzi, Greta Laganà, Evelin Costi, Riccardo Zanasi, Cecilia Rotteglia, Agnese Benassi e Chiara Chiessi. Dodici ragazzi, di cui dieci reggiani e due milanesi, tra i 20 e i 27 anni, tutti studenti, che hanno scelto di impegnarsi in un progetto di solidarietà e assistenza promosso da Anladi, associazione nata nel 1997, quando un gruppo di amici decise di intervenire in prima persona nel sostegno e nella cura dei loro adottati a distanza.
Da allora, con un impegno sempre crescente e sempre più incisivo, Annulliamo la Distanza si è impegnata nella battaglia per combattere la fame, le malattie e gli altri disagi che minacciano il futuro dei bambini in ogni parte del mondo. Il motto di Anladi è "i bambini prima di tutto", nella convinzione che questa sia la strada per dare un futuro a quei bambini che saranno gli uomini di domani, per accorciare il divario esistente fra i paesi poveri e quelli ricchi, per annullare la distanza fra le mille diverse anime di questo grande pianeta.
Mentre Sofia, Antonio, Emilio e Filomena sono sulla via del ritorno dal Congo, Federico, Filippo, Riccardo, Evelin e Greta sono in partenza. Per Federico, 20 anni, di Montecchio, iscritto al 3° anno di Ingegneria energetica dell’università di Bologna, si tratta della seconda esperienza avendo trascorso un periodo nella stessa struttura lo scorso anno. "Lo scorso anno - ha detto - ho avuto la possibilità di vivere, insieme ad Andrea Mafrica e Alessandro Giaroli questa esperienza decisamente forte e coinvolgente grazie a 'Annulliamo la Distanza'. Sono state due settimane di un’intensità incredibile, sotto tutti i punti vista, che ci hanno lasciato un segno profondo. Abbiamo conosciuto tante di persone, siamo venuti a contatto con situazioni e realtà differenti e ci siamo resi conto di quante cose si possano fare per questi bambini. E’ per questo che partiamo con entusiasmo anche quest’anno, soprattutto perché il sostegno di Anladi non si conclude al nostro rientro, ma prosegue all’interno di un progetto strutturato che garantisce continuità e assistenza ai bambini".
Un progetto iniziato ad aprile con la missione, in questa realtà congolese, di una equipe di volontari reggiani di Anladi, neuropsichiatri infantili e psicologi, che hanno avviato per la prima volta una valutazione dei bambini ricoverati, specialmente, di un centinaio di casi caratterizzati da handicap di varia natura, sia motori che neurologici: ciò ha consentito di inserire l’esperienza dei volontari più giovani, in corso questa estate, dentro un progetto organico di intervento per migliorare lo stato di salute di questi bimbi alla prese con il tentativo di sopravvivere, di crescere e di essere amati come tutti gli altri bambini del mondo.
Tutti i volontari di Anladi lavorano gratuitamente, la sezione emiliano-romagnola è presieduta dal dr. Bruno Cavalchi e il responsabile del progetto sanitario in Congo è il dr. Franco Riboldi. Tutte le iniziative di Anladi nei paesi in via di sviluppo sono sostenute da donazioni di privati e imprese. Per saperne di più: www.annulliamoladistanza.org.

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