Terremerse, Vasco Errani: "Mai favorito nessuno"

Chiesto rinvio a giudizio per il presidente della Regione, accusato di falso per aver difeso regolarità finanziamento al fratello

Vasco Errani

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BOLOGNA - I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per falso ideologico per il governatore della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, relativemente alla vicenda di Terremerse. Il presidente della Regione avrebbe contribuito, secondo i magistrati, ad agevolare la posizione del fratello Giovanni. La cooperativa del fratello, Terremerse, al 31 maggio 2006, termine ultimo per completare i lavori e rispettare i paletti previsti per l'erogazione di un contributo di un milione di euro, non avrebbe ultimato lo stabilimento, nonostante quanto sostenuto. Secondo i magistrati la cooperativa del fratello di Errani avrebbe falsificato le carte pur di stare nei tempi previsti per l'ottenimento del finanziamento per la sua cantina vinicola di Imola. 
Sulla vicenda, il presidente della Regione ha rilasciato una brevissima dichiarazione:  “Mi presenterò davanti al giudice con piena fiducia - ha detto - perché così si chiarirà che non ho commesso alcun reato. Sono certo di ciò che ho fatto e faccio da presidente di Regione e non ho mai favorito o sfavorito qualcuno”.

Per i magistrati sarebbe stato Giovanni Errani, il 31 maggio 2006, ad autocertificare la fine dei lavori, mentre secondo gli accertamenti della Finanza la cantina non era ancora ultimata. Per questo, insieme a progettisti e direttore dei lavori, risponderà di truffa aggravata. Il presidente della Regione è accusato invece di falso ideologico in concorso con
i funzionari regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, accusati
anche di favoreggiamento.
A Vasco Errani, invece, è contestato il falso ideologico perché dopo un articolo pubblicato da Il Giornale nel 2009, inviò una nota alla procura per attestare la regolarità della procedura. Secondo l'accusa quella nota conteneva informazioni non esatte sui documenti amministrativi dell'iter e quindi era fuorviante. Di qui l'accusa di falso.
Vasco Errani sarebbe stato già ascoltato, in gran segreto, dai magistrati ma la sua ipotesi di difesa non ha convinto l'accusa. La richiesta di rinvio a giudizio per il governatore è stata trasmessa all'ufficio Gip e dovrà essere valutata da un giudice dell'udienza preliminare. La situazione preoccupa i vertici del Pd dato che un rinvio a giudizio potrebbe condurre Vasco Errani a valutare l'ipotesi di dimissioni. Una vicenda che potrebbe danneggiare il partito, soprattutto in vista delle elezioni del 2013.

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