Idrocarburi ed esplosioni, l'esposto arriva in Procura

Il comitato dei cittadini chiede che sia verificato il rispetto delle norme di sicurezza per residenti e ambiente

La zona delle colline dove domani partiranno le indagini

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SAN POLO (Reggio Emilia) – La contrarietà dei cittadini alle esplosioni e alle indagini per la ricerca di idrocarburi che sta per partire sulle colline della val d’Enza è sfociata, come annunciato nei giorni scorsi, in un esposto presentato in Procura. Un documento, firmato da decine di cittadini provenienti in particolare dalle frazioni di Sedignano e Borsea, per chiedere di fare chiarezza riguardo al rispetto delle norme di sicurezza ambientale, di tutela dei cittadini residenti e del sito archeologico di Luceria, situato nel comune di Canossa, a poca distanza dalla “linea di indagine”.
I lavori, che arriveranno domani nel territorio reggiano, “stanno suscitando allarme e paura nella popolazione – si legge nel documento, riportato da ‘La Gazzetta di Reggio’ -in quanto l’area è soggetta a eventi sismici frequenti e lungo il percorso dove avverranno le microesplosioni di ricerca vi sono eventi franosi e calanchi, presenza di edifici abitati e il sito archeologico di Luceria, tutelato dal decreto legislativo 42 del 2004”.
Inoltre, scrivono i cittadini, “chiediamo se tale attività possa violare l’articolo 674 del Codice penale “Getto pericoloso di cose” e il d.p.r. del 9-4-1959 numero 128 su ‘Norme di polizia delle miniere e delle cave’ e se possa essere applicato il principio di Precauzione”.

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