Privatizzazione servizi pubblici, Delrio: "Soddisfatti"

Così il sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci sul ricorso accolto dalla Consulta. Ferrigno (Prc): "Ipocrita"

Il sindaco Graziano Delrio

Il sindaco Graziano Delrio

REGGIO EMILIA - Il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, Graziano Delrio esprime "piena soddisfazione" per l’accoglimento del ricorso, che ha comportato la dichiarazione di illegittimità costituzionale, da parte della Consulta, dell’articolo 4 della Finanziaria bis 2011 sulla privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali.
"Erano stati i Comuni italiani - ha sottolineato Delrio - a sollevare lo scorso anno il tema e  sostenere, anche in sede di Consiglio delle autonomie locali, l’incostituzionalità del provvedimento", adottato dal governo Berlusconi dopo il referendum abrogativo della legge Ronchi e in favore dell’acqua pubblica. "Avevamo perciò sensibilizzato - ha ricordato Delrio - e promosso il ricorso presso le Regioni, che lo hanno poi presentato".
Il presidente Anci ha quindi concluso affermando che "si dimostra ancora una volta come non sia necessaria l’imposizione di linee di gestione dall’altro per far funzionare enti e servizi locali. I criteri di efficacia ed efficienza nella gestione dei servizi pubblici si introducono non limitando le scelte dei Comuni, ma valorizzandone autonomia e competenze, e difendendo quei beni essenziali per la via della comunità".

Ferrigno (Prc): "I privati reggiani risiedono alle Caiman"

"La soddisfazione del sindaco per l’accoglimento del ricorso, che ha comportato la dichiarazione di illegittimità costituzionale, da parte della Consulta,  sulla privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali, è di un'ipocrisia senza precedenti cosi come quella degli esponenti del suo partito e della sua maggioranza". Così il capogruppo in Provincia del Prc Alberto Ferrigno.
"Come si può non ricordare che ben prima del decreto Ronchi - attacca il consigliere - Reggio Emilia ha venduto parte delle quote di Enia ai privati all’atto della costituzione di Iren? Come si può non ricordare che quelle quote sono finite nelle mani di fondi privati che risiedono alle isole Caiman e che dal giorno di quella scelta sciagurata, a cui si oppose solo Rifondazione comunista e Mario Monducci, il Consiglio comunale non ha più contato un fico secco nella gestione di Iren, tanto da non riuscire nemmeno a ridurre i compensi immorali dei manager che guadagnano quasi un miliardo delle vecchie lire all’anno"?
Il consigliere provinciale di Prc Alberto Ferrigno

Il consigliere provinciale di Prc Alberto Ferrigno


Per Ferrigno il "signor sindaco adesso esulta perché non vi è più l’obbligo alle privatizzazioni, ma resta la facoltà a cui si aggrappano disperatamente Fassino e Alemanno che dopo Reggio si accingono a spalancare le porte ai privati. Se Delrio fosse coerente rispetterebbe l’esito referendario ed affiderebbe la gestione dell’acqua ad una società totalmente pubblica come ha fatto De Magistris a Napoli. Invece, nella scorsa legislatura Rifondazione, opponendosi alla fusione con Iren, fu cacciata dalla maggioranza proprio per aver sostenuto le ragione referendarie e della Consulta, quelle ragioni che allora furono definite antistoriche e che adesso sono salutate positivamente con una faccia tosta incredibile".
"Adesso", conclude Ferrigno, "che le nostre ragioni vengono a galla e non rinunceremo a lottare per cacciare i privati dalla gestione dell’acqua. Inizieremo da subito una mobilitazione nel rispetto della democrazia contro le truffe, le ipocrisie e le bugie del sindaco".

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