Presunti maltrattamenti a 14enne in piscina

La direzione della "Azzurra" di Scandiano: "Tutto falso, ha anche fatto finta di svenire davanti agli operatori del 118"

La piscina Azzurra di Scandiano

La piscina Azzurra di Scandiano

SCANDIANO (Reggio Emilia) - Un ragazzo di 14 anni di Sassuolo è stato cacciato insieme a suoi coetanei dalla piscina "Azzurra" poiché stava facendo "troppa confusione". Uno degli addetti alla sicurezza che l'ha accompagnato all'uscita avrebbe usato con lui modi bruschi e qui, stando a quanto riporta oggi Il Resto del Carlino, la ricostruzione dei fatti va in due direzioni diametralmente opposte.
Secondo la direzione della piscina il ragazzo, una volta uscito, avrebbe chiamato il 118 "facendo finta di svenire. Agli operatori sopraggiunti ha raccontato di essere stato picchiato". Il padre del ragazzo ha però affermato che il figlio ha una frattura alla spalla e che l'articolazione gli è stata bloccata in attesa di ulteriori accertamenti.

Secondo Luca Mattioli, della direzione, il problema si ripete ogni settimana, poiché ogni mercoledì c'è lo sconto famiglia. "Alcuni gruppi di ragazzi di Sassuolo, sempre gli stessi, con un’età compresa tra gli 11 e i 15 anni, si presentano da noi. Trovano qualcuno che fa finta di esssere l’adulto accompagnatore e poi dentro fanno di tutto. Nelle ultime due settimane ho dovuto chiamare i carabinieri ogni mercoledì". A detta di Mattioli, i ragazzi non rispettano le regole di igiene rendendosi anche responsabili di episodi di vandalismo come il furto di paia di ciabatte ritrovate nello zaino di uno di loro. "Capita anche - ha aggiunto - che alcuni di loro taglino la rete per entrare in modo abusivo. Ogni mercoledì sono costretto a pagare due persone per svolgere un servizio di vigilanza. Un obbligo che considero una sconfitta sociale". La scena, a quanto pare, si è ripetuta anche una settimana fa quando un altro ragazzo era stato portato fuori, facendo resistenza e dicendo che era suo diritto restare all'interno della struttura dopo aver pagato il biglietto. La direzione si è così vista costretta a chiamare i carabinieri della stazione locale.
Il padre del minore ha invece fornito una versione completamente diversa, supportato da una 40enne, Lara Vella, testimone oculare che ha successivamente postato la sua versione dei fatti su Facebook. "Dopo una breve discussione con alcuni addetti della security - ha scritto la donna - un ragazzo è stato tirato fuori dal gruppo da uno di loro, afferrato con le due mani alla gola e trascinato all’uscita". "Forse c'è stato uno scambio di persona - ha affermato il padre del 14enne - A quanto so da mio figlio, nè lui nè i suoi amici hanno fatto nulla e quando gli addetti alla sicurezza hanno chiesto loro di abbandonare la piscina ne hanno chiesto i motivi ricevendone, come risposta, un trattamento assurdo".

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