Terremoto, Cgil: prorogare termini per cassa integrazione

Secondo il sindacato, a due mesi dal sisma ci sono ancora più di 1.500 aziende inattive. Coinvolti 14mila lavoratori

REGGIO EMILIA – “A due mesi dal terremoto in Emilia, sono ancora più di 1500 le aziende inattive per un totale di 14mila lavoratori coinvolti”. Dati dai quali la Cgil parte per avanzare una richiesta molto precisa: “E’ evidente – afferma Antonio Mattioli - che l'accordo del 25 maggio deve essere prorogato oltre i primi 90 giorni convenuti”. Quell’accordo, sottoscritto tra le parti sociali e la Regione, prevedeva ammortizzatori sociali per tutelare i lavoratori dipendenti coinvolti dall'evento sismico. Un provvedimento che si era reso necessario dato il gran numero di lavoratori messi in difficoltà dal terremoto (36mila all’indomani della prima scossa, 2400 dei quali solo nel reggiano), e che ora continua a essere – secondo quanto afferma la Cgil - di vitale importanza, poiché l’emergenza non è finita.
“La proroga della cassa integrazione per evento sismico, oltre che dell'accordo regionale e delle risorse messe a disposizione dalla Regione Emilia Romagna, ha bisogno di un intervento del Governo che deve alimentare in forma straordinaria il fondo degli ammortizzatori sociali – conclude Mattioli - La ricostruzione e il futuro dell'Emilia Romagna passano anche dal sostegno al reddito dei lavoratori, già colpiti nei beni primari come casa, assistenza e servizi. 

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