Treno deragliato alle porte di Bologna, ci sono tre indagati

A bordo del Voghera-Rimini sviato sabato c'era anche un ferroviere reggiano, tra i primi ad aiutare i passeggeri

Il deragliamento definito da Trenitalia "un inconveniente" (foto da Twitter)

Il deragliamento definito da Trenitalia "un inconveniente" (foto da Twitter)

BOLOGNA - Tre operai sono indagati per disastro ferroviario colposo nell'inchiesta della procura di Bologna sul deragliamento del treno avvenuto lo scorso sabato mattina a Lavino, alle porte del capoluogo,  dove erano rimaste ferite in modo lieve 26 persone. I tre sono dipendenti di Rfi, e fanno parte della squadra di manutenzione che aveva lavorato sulla linea. L’iscrizione nel registro degli indagati è stata fatta a loro garanzia, in vista della consulenza che domani mattina sarà affidata dal pm Francesco Caleca al professor Giorgio Diana. 
Tra i 400 passeggeri a bordo dell’interregionale Voghera-Rimini c’era anche Vincenzo Contini, ferroviere di 36 anni che lavora all'impianto di sicurezza di Reggio Emilia, in viaggio verso le vacanze con moglie, figli e nipotino. “Da 12 anni in Ferrovia è la prima volta che vedo una cosa del genere – aveva raccontato poco dopo l’incidente - Il treno ha cominciato a sbattere, poi c'è stato un gran polverone e si è leggermente inclinato. La gente era molto spaventata, ho cercato di far mantenere la calma. Ho fatto scendere le persone dal lato interno, per evitare che potessero essere investite da altri treni di passaggio. Poi sono arrivati i soccorsi”. Uno dei figli del ferroviere è tra le circa venti persone rimaste contuse nell'incidente.

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