Siria, Damasco sotto assedio: strage di gerarchi

Uccisi da un kamikaze il ministro della Difesa e il cognato di Assad.

Strada deserta a Damasco sotto assedio

Strada deserta a Damasco sotto assedio

DAMASCO - Un kamikaze ha fatto saltare in aria a Damasco, nel quartier generale della Sicurezza nazionale durante un vertice di guerra, il potente cognato del presidente siriano, Assef Shawkat, vice ministro della Difesa, il cristiano Daoud Rajha, titolare della Difesa. Tra i feriti, il ministro dell'Interno, Mohamed Ibrahim Al Shaar, e il capo dell'Intelligence, Hisham Bekhiyar, sottoposto in queste ore a un'operazione chirurgica. Il kamikaze indossava una cintura esplosiva ed era un "insospettabile". L'attacco è stato riventicato dal Libero Esercito Siriano, la milizia dei ribelli anti-Assad. Nell'esplosione è morto anche il generale siriano Hassan Turkmani, capo della 'cellula di crisì che coordina le azioni contro i ribelli, è tra gli uccisi nell'attentato di oggi a Damasco, secondo il sito filogovernativo siriano Akselser. La notizia è confermata dalla televisione libanese degli Hezbollah, Al Manar, che cita "fonti siriane".
Nel palazzo nel quale è avvenuto l’attentato le misure di sicurezza sono severissime e zona sulla Piazza Rauda nel quartiere di Abu Roummaneh vicina alle ambasciate italiana e americana, è una delle più blindate della capitale siriana. Difficile dunque evitare i controlli, tanto che, tra le ipotesi emerse c’è anche quella di un ruolo attivo nell’attentato di un ex body-guard di funzionari vicini ad Assad.
Intanto stamattina sono ripresi i bombardamenti governativi su alcuni quartieri di Damasco, stando a quanto riferito dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che ha aggiunto che ieri almeno 29 militari governativi sono stati uccisi nelle violenze in tutto il Paese, insieme a 66 civili e una ventina di ribelli. Nuovi scontri, secondo l’Ondus, sono avvenuti la notte scorsa nei quartieri di Midan e Kafaksouseh nella capitale.


La rivendicazione
Il comando dell'Els ha annunciato il successo dell'operazione di questa mattina "che ha preso di mira la sede della Sicurezza nazionale a Damasco e ucciso diverse colonne della banda di Assad che sono responsabili di barbari massacri". "Questo è il vulcano di cui abbiamo parlato, abbiamo appena iniziato", ha avvertito il portavoce Qassim Saadedine. I ribelli dell'Esercito libero siriano (Esl) hanno iniziato "la battaglia per la liberazione» di Damasco e dichiarano di non fermarsi fino alla conquista della città. "Andremo avanti fino alla vittoria", ha detto il colonnello Kassem Saadeddine, portavoce dell'Esl. Ma Assad non rimane a guardare. E ha richiamato parte delle sue forze nel Golan, alla frontiera con Israele, e le ha dispiegate a Damasco. I Comitati locali di coordinamento dell'opposizione siriana riferiscono di intense sparatorie sulla Via Bagdad e nel quartiere degli Abbassidi. L'aria a Damasco si sta facendo sempre più incandescente e in città regnano caos e panico.


 

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