Il Wall Street Journal: "La Siria ha armi chimiche"

Ennesimo massacro da parte delle forze fedeli al regime: 200 morti in un villaggio siriano nella regione di Hama

ROMA - Le forze armate siriane disporrebbero di armi chimiche secondo fonti americane citate oggi dal Wall Street Journal. Secondo gli Usa la Siria disporrebbe di riserve non dichiarate di gas nervini e mostarda e altre armi del genere. Alcuni analisti temono che il regime intenda usare le armi chimiche contro i ribelli e civili nell'ambito di una operazione di pulizia etnica. Altri ritengono che Damasco potrebbe invece aver deciso di nascondere le controverse armi per complicare ulteriormente gli sforzi delle potenze occidentali per individuarle.
Da parte sua il governo siriano ha negato di aver spostato le sue riserve di armi chimiche, affermando, tramite un portavoce del ministero degli esteri, che si tratta di informazioni ''assolutamente ridicole e non vere''. Si ritiene che le riserve di armi chimiche e biologiche di cui dispone Damasco siano le piu' vaste in Medio Oriente, aggiunge il Wsj; ricordando che la Siria non ha mai firmato la convenzione del 1992 che rende illegale la produzione, la conservazione e l'uso di armi di questo tipo. Non sarebbe la prima volta che le armi chimiche vengono usate in Medio Oriente contro gli oppositori. Saddam Hussein fece sterminare 100 mila curdi con i gas iprite, sarin, tabun nel villaggio curdo di Halabja, città curda di 70mila abitanti a 15 Km dal confine iraniano.
I cadaveri dopo il massacro

I cadaveri dopo il massacro


Intanto gli attivisti dei comitati di coordinamento locale denunciano sul proprio sito un nuovo massacro da parte delle forze fedeli al regime: è di almeno 200 morti il bilancio della strage nel villaggio di Treimsa, nella martoriata regione di Hama. Secondo la tv al Arabiya, i morti nel villaggio sono 227.
L'opposizione al regime di Assad continua a fare pressioni sul Consiglio di sicurezza dell'Onu perché venga adottata una risoluzione vincolante ("urgente e netta, che protegga il popolo siriano"), e i Fratelli musulmani di Damasco sostengono addirittura che i responsabili di questa strage sono Kofi Annan e due Paesi alleati del regime, Iran e Russia ("e tutti i paesi del mondo che fingono di essere responsabili della protezione della pace e della stabilità nel mondo ma che restano in silenzio"). Il Consiglio nazionale siriano assegna al Consiglio di sicurezza dell'Onu "la responsabilità totale della protezione dei siriani senza difesa, e della cessazione di questo vergognoso crimine", definito "il più infame dei genocidi commessi dal regime".

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