Tre reggiani arrestati a Piacenza per un'affettatrice

Avrebbero cercato di acquistare una Berkel, molto ricercata da ristoranti e trattorie, usando un assegno rubato

Un'affettatrice Berkel

Un'affettatrice Berkel

PIACENZA – L’affettatrice Berkel è una delle attrezzature da cucina più ricercate da ristoranti e trattorie, ed è famosa per non lasciare minimi segni di bruciatura sui salumi tagliati. Il macchinario, però, era anche l’oggetto degli affari di tre reggiani, arrestati dai carabinieri a Piacenza per truffa e ricettazione: secondo le ricostruzioni, avrebbero contattato i venditori dell’affettatrice per poi pagarli con assegni rubati. La prima truffa sarebbe stata messa a segno lo scorso aprile, quando erano riusciti a farsi consegnare una Berkel da un venditore milanese pagandola con un assegno rubato da 7500 euro che sarebbe dovuto andare al macero: i tre lo avrebbero ritoccato, “trasformandolo” da “non trasferibile” a “circolare”.
Avendo avuto successo nella prima occasione, i tre ci hanno riprovato qualche giorno fa: ma questa volta, all’appuntamento col venditore, hanno trovato anche i carabinieri, che li hanno arrestati per truffa e ricettazione. Il 52enne T. R., il figlio B. G. (27enne, porta il cognome della madre) e il 59enne A. P., tutti con precedenti per truffa, hanno trascorso una notte nella camera di sicurezza, sono comparsi davanti al giudice, che ha convalidato gli arresti dei carabinieri e rimesso in libertà i tre, rinviando il processo al prossimo 24 settembre.

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