Danni da smog: risarcimento di 2.000 euro a persona

Il Codacons lancia un'azione collettiva. A Reggio Emilia nel 2012 già 84 sforamenti del limite consentito di Pm10

Il traffico in via Makallé (foto Studio Elite)

Il traffico in via Makallé (foto Studio Elite)

REGGIO EMILIA – Duemila euro: questa è la cifra che i residenti di 45 città italiane, tra cui anche Reggio Emilia, potranno richiedere come risarcimento per il solo fatto di essere stati costretti a respirare aria inquinata, anche in assenza di danni alla salute conclamati. Il Codacons ha da poco lanciato un’azione collettiva contro i “danni da smog”, che interesserebbero anche la nostra città: secondo i dati diffusi dall’associazione, a Reggio Emilia il limite consentito di concentrazione di polveri sottili (Pm10) nell’aria sarebbe stato superato già in 84 giorni dall’inizio dell’anno. Se si considera che il tetto massimo previsto per gli sforamenti è di 35 giorni in dodici mesi, diventa molto evidente quanto l’emergenza inquinamento riguardi anche la nostra città: per il Codacons, Regioni e Comuni “sarebbero obbligati a monitorare costantemente gli agenti inquinanti dannosi per la salute, tra cui il Pm10 ed il Pm2.5, adottando di conseguenza tutte le misure necessarie a evitare i conseguenti gravissimi danni per la salute, prime fra tutte le  patologie legate all'apparato cardio-circolatorio e respiratorio causate dall'inquinamento dell'aria”. Questo, però, non accade, e anche misure come le targhe alterne – un provvedimento che spesso anche Legambiente ha bollato come inutile – non sarebbero servite a tutelare la salute dei cittadini. E i numeri ormai sono quelli di una vera e propria emergenza: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità citati dal Codacons, oltre 8500 persone muoiono ogni anno in Italia a causa dell smog.
Il Codacons lancia un'azione collettiva contro i danni da smog

Il Codacons lancia un'azione collettiva contro i danni da smog

Da questo assunto parte la class action, che riguarda i residenti di 45 città italiane, tra cui anche Reggio Emilia: ognuno di loro potrà chiedere, entro il 31 luglio, di partecipare all’azione collettiva, chiedendo 2000 euro come risarcimento per tutta l’aria inquinata respirata finora. Per farlo, basta iscriversi all’azione collettiva al costo di sei euro: l'adesione comporta la partecipazione in prima persona al ricorso al Tar per il risarcimento e l'iscrizione per un anno come socio aggregato al Codacons. Parte della quota sarà versata anche per aiutare l'associazione Mary Poppins per l'assistenza ai bambini malati di cancro del policlinico Umberto I di Roma.


“Si tratta di un’azione senza precedenti, e per realizzarla stiamo sfruttando al massimo anche la cassa di risonanza del web – spiega a Reggionline Bruno Barbieri, presidente regionale del Codacons – L’azione collettiva viene svolta a livello nazionale, e sono già arrivate le prime adesioni”.
Alcune persone interessate alla class action, però, potrebbero restare dubbiosi davanti alla richiesta di sei euro per parteciparvi: “La cifra richiesta va a coprire i costi vivi che l’associazione potrebbe essere chiamata a sostenere nel caso il tribunale dovesse ritenere illegittima la richiesta di azione collettiva, condannandoci a pubblicare la notizia della non ammissibilità del ricorso – precisa Barbieri – Quei sei euro servono solo per tutelarci, e parte della cifra viene comunque destinata a un’associazione che si occupa di curare i bambini malati di cancro. E’ la prima volta che si tenta un’azione del genere, e ancora una volta il Codacons fa da apripista: ci esponiamo al rischio in prima persona, e dobbiamo cercare di tutelarci”. 

Daniele Paletta 

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