Mariella Burani, un anno di cassaintegrazione

Sottoscritto oggi al ministero del Lavoro l'accordo per i 153 lavoratori della maison cavriaghese

La sede di Mariella Burani a Cavriago

La sede di Mariella Burani a Cavriago

REGGIO EMILIA - E' stato sottoscritto oggi un accordo di Cassa integrazione guadagni straordinaria per fallimento, della durata di un anno a partire dallo scorso 5 giugno, per i 153 lavoratori della ditta Mariella Burani Fashion Group spa, attualmente in esercizio provvisorio.
All'incontro, che si è svolto al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a Roma, erano presenti un funzionario del ministero, i curatori fallimentari della ditta, i rappresentanti della Provincia di Reggio Emilia, della Filctem-Cgil nazionale e di Reggio Emilia, della Femca-Cisl nazionale, della Uilta-Uil nazionale, dall’Associazione industriali di Reggio Emilia.
Il numero di dipendenti coinvolti nell’accordo è di 153 distribuiti su diversi stabilimenti, di cui 145 a Cavriago, per i quali è prevista la rotazione del personale al fine di alternare attività lavorativa e periodi di cassa integrazione.

“Rinnovo la mia solidarietà ai lavoratori della ditta Mariella Burani Fashion Group, che si trovano a vivere una difficile situazione occupazionale, al pari di altri lavoratori vittime del perdurare della crisi - ha commentato il vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia Pierluigi Saccardi – situazione aggravata dalle discutibili scelte operate a suo tempo dal management della ditta stessa; per questo ritengo che si debba fare tutto il possibile per salvaguardare oltre al marchio, che ha dato lustro alla nostra economia locale e nazionale, anche il patrimonio produttivo e creativo di questa azienda e del suo indissolubile rapporto con la nostra terra”.
“Come Provincia di Reggio Emilia, per le funzioni che abbiamo nell’ambito delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale, ci stiamo attivando – continua Saccardi – per organizzare, al Centro per l’Impiego di Montecchio Emilia, degli incontri per offrire ai lavoratori i servizi di orientamento, preselezione e opportunità di formazione e riqualificazione professionale. Sono convinto che l'accordo raggiunto oggi al Ministero del Lavoro – conclude il vicepresidente – sia uno strumento utile all’esercizio provvisorio per mantenere produttiva l’azienda, favorire quindi l’eventuale cessione dell’attività a nuovi soggetti e salvaguardare l’occupazione”.

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