Banda di georgiani scatena l'inferno in via Mantegna

Pugni e sprangate agli agenti che li hanno sorpresi a rubare nelle cantine. Un ladro ha preso la pistola e ha sparato

I civici dove sono avvenuti i furti e la successiva colluttazione

I civici dove sono avvenuti i furti e la successiva colluttazione

REGGIO EMILIA - Un furto in alcune cantine è degenerato in un tentato omicidio intorno alle 2.30 di stanotte in via Mantegna (una laterale all'inizio di via Fratelli Rosselli) ai civici 9 e 11. Una banda di georgiani, composta da quattro persone, ha cercato di forzare le cantine della via ma un residente, che ha sentito i rumori, ha chiamato la polizia.
Quando gli agenti sono arrivati sul posto una pattuglia è rimasta più distante per fermare eventuali fuggitivi e un'altra composta da due agenti si è addentrata nello stabile. I poliziotti sono scesi nelle cantine armati praticamente soltanto delle torce quando si sono imbattuti nei quattro che li hanno colpiti a pugni e a sprangate in testa con il piede di porco che stavano utilizzando per forzare i lucchetti.
Uno dei quattro, Tamazi Nemsadzi, 19 anni, residente a Reggio Emilia e in regola con il permesso di soggiorno, è riuscito a sfilare la pistola dalla fondina di un poliziotto e ha fatto più volte fuoco in direzione dell'agente che, per sua fortuna, aveva messo la sicura e così i colpi sono andati a vuoto. Nel frattempo l'altro agente coinvolto nella colluttazione era alle prese con gli altri malviventi.
Il vicequestore Cesare Capocasa durante la conferenza stampa in questura (Foto Studio Elite)

Il vicequestore Cesare Capocasa durante la conferenza stampa in questura (Foto Studio Elite)


Allarmati dal frastuono, sul posto sono arrivati anche gli altri due agenti che tuttavia non sono riusciti a chiudere la fuga a due dei quattro ladri che sono riusciti a scappare e sono ora attivamente ricercati su tutto il territorio nell'indagine aperta in merito e coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Oltre a Nemsadzi, l'altro arrestato è un coetaneo residente ad Albinea,
Guram Shatirishvili: anche lui, stando a quanto riferito dal secondo agente, avrebbe cercato invano di sfilare la pistola dalla fondina e di usarla contro i poliziotti; i due dovranno rispondere delle accuse di tentato omicidio in concorso, rapina (per aver preso la pistola all'agente) e danneggiamento (hanno preso a calci la macchina della polizia). Inoltre, dalle successive perquisizioni domiciliari nelle loro abitazioni la polizia ha rinvenuto e sequestrato diversa refurtiva - cellulari, portatili, biro, penne, un binocolo e palmari - ritenuta provento di possibili raid notturni in abitazioni.
I due agenti sono stati feriti alla testa dal piede di porco e hanno riportato, rispettivamente, dieci e sette punti di sutura al capo e una prognosi di 21 giorni ciauscuno. Anche i poliziotti della seconda pattuglia sono rimasti feriti, ma in modo più lieve.

Il vicequestore Capocasa: "Cambiato il codice criminale"
E' apparso molto scosso il vicario Capocasa nel corso della conferenza stampa di stamane in questura per quanto accaduto in via Mantegna. "Dobbiamo ringraziare la sorte - ha detto - se oggi non piangiamo uno dei nostri. Di fronte a episodi simili, che mai a memoria mia si erano verificati in precedenza a Reggio Emilia, dobbiamo constatare come sia cambiato il codice criminale. Prima la violenza veniva esercitata in minimo livello e solo per assicurarsi il profitto del reato che si stava commettendo.
Ora, invece, ci sono altri costumi anche perché diversi sono i protagonisti, diverse le etnie, diversi i costumi. I soggetti in questione usano la violenza come strumento per infondere terrore anche quando non v'è alcuna necessità. E' espressione di forza ma gratuita. Contro questo genere di malviventi dobbiamo reagire in modo puntuale e immediato facendo loro capire che qui a Reggio Emilia non si può tenere questo genere di atteggiamenti".

Ascolta l'intervista a Capocasa


Il Coisp: "Siamo neri dalla rabbia"
Il Coisp, sindacato di polizia, commenta così l'accaduto tramite il suo segretario Fabio Boschi: "Non possiamo più tacere. Sono molti mesi che nei nostri ambienti, con preoccupazione, assistiamo ad una escalation di reati e con difficoltà sempre maggiori nell’assicurare alla giustizia coloro che ne sono autori perché vi è ormai diffusa convinzione di poter farla franca.  Da tempo lo segnaliamo ai nostri vertici che essere di pattuglia ed effettuare interventi  non è una passeggiata. A Reggio Emilia oramai ci sono bande di soggetti dedite al saccheggio che non si fermano davanti a nulla. Ma è possibile che per assicurarsi l’impunità quattro individui che stavano rubando nelle cantine di una palazzina colpiscano con spranghe pugni e calci i poliziotti intervenuti? Ma è possibile che gli stessi dopo averli massacrati, sottraggano la pistola di uno degli agenti e tentino di sparargli, (solo le precauzioni adottate hanno permesso che oggi non si stia onorando un morto)?".
Capocasa con l'arma che ha ferito i due agenti (foto Elite)

Capocasa con l'arma che ha ferito i due agenti (foto Elite)


E ancora: "Siamo rispettosi capiamo le difficoltà di tutti e per questo cerchiamo coscienziosamente di mantenere basso il livello della critica a ciò che accade al comparto sicurezza, o meglio a ciò che pare non accadere. Ma i toni pacati non devono essere confusi. Noi siamo neri. Neri di sconforto, di preoccupazioni per il servizio che siamo chiamati a svolgere e per ciò che non riusciamo a fare, vorremmo essere sempre ed ovunque ove un cittadino chiama ove un reato viene consumato. Chi non ha subito recentemente almeno furto o un tentativo? Per questi motivi il Coisp di Reggio Emilia, esorta a gran voce tutte le autorità per quanto nelle loro possibilità ad un tempestivo ed unisono intervento verso i rispettivi referenti centrali affinché venga garantito quel “diritto alla sicurezza” richiesto, sempre più a gran voce, dai cittadini reggiani".

Il Silp-Cgil: "I nostri operatori lavorano in condizioni terribili"
Sulla vicenda interviene anche il Silp-Cgil, sindacato di polizia della Cgil che, per bocca di Daniele Campani e del segretario Riccardo Maggiore, commenta: "Vogliamo denunciare questa situazione di carenza di organico e uomini che costringe i nostri operatori a lavorare in condizioni terribili. Ci troviamo di fronte ad episodi sempre più cruenti, come quello di oggi che vengono affrontati con forze di polizia sempre più scarse e sempre più anziane. Ci sono oramai molti poliziotti che hanno superato i 40 anni e sono costretti a continuare a fare servizio in strada per carenza di organico e di leve giovani".

La solidarietà agli agenti del sindaco Delrio
Il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio esprime “vicinanza e solidarietà agli agenti  di Polizia della Questura di Reggio Emilia per l’operazione compiuta ieri sera in via Mantegna, durante la quale due agenti sono stati aggrediti e hanno corso gravi rischi”.
Il sindaco ha sentito oggi al telefono il questore Domenico Savi, con il quale si è “complimentato per la pronta reazione e la bravura degli agenti nell’aver portato a termine l’operazione  con successo, garantendo alla giustizia gli autori di reati che turbano molto la città”.
Agli uomini e donne della Questura di Reggio Emilia va “il ringraziamento per il coraggio, la professionalità e la tempestività profusi nel presidio del territorio, della sicurezza pubblica e della tranquillità delle famiglie e dei cittadini”.

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