Tagli alla spesa, lunedì tre ore di mobilitazione

Il presidio dei sindacati davanti al Santa Maria Nuova per protestare contro il decreto legge sulla spending review

REGGIO EMILIA – Tre ore di mobilitazione davanti all’ospedale Santa Maria Nuova: questo il modo scelto da Fp Cgil e Uil Fpl per protestare, il prossimo lunedì 9 luglio, contro la spending review del Governo Monti. La manovra, sostengono i due sindacati,  che “avrà inevitabilmente effetti devastanti sul tessuto sociale, economico e sul mondo del lavoro pubblico: l'intero sistema dei diritti, che sono parte fondante in una democrazia come la nostra, non sarà più lo stesso”.
Per la giornata sono previste mobilitazioni in tutta la regione: quella davanti all’ospedale reggiano è prevista dalle 8.30 alle 11.30. Il luogo prescelto non è affatto casuale: il settore della sanità è tra quelli maggiormente interessati dalla manovra. “Si prevede che 6500 posti di lavoro su 60mila addetti tra medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari potrebbero essere persi – scrivono i sindacati -  a fronte della incomprensibile soppressione di ben 4000 degli attuali 20mila posti letto (-20%), con conseguenze incalcolabili che metteranno a rischio il diritto alla salute costituzionalmente garantito”.
Il Santa Maria Nuova di Reggio Emilia

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Gli enti locali, insomma, rischierebbero “a causa dei mancati trasferimenti dallo Stato” di non poter più “garantire i servizi ai cittadini, agli anziani e all’infanzia”, mentre nelle funzioni centrali “ i tagli lineari comporteranno una drastica riduzione degli organici del 20% per i dirigenti e del 10% dei dipendenti, con una stima di 1000 unità in meno in Emilia Romagna”.
I due sindacati giudicano il contenuto del decreto legge in maniera fortemente negativa: “Tutto questo è irrazionale e inaccettabile in un paese civile e democratico come il nostro – scrivono - ma soprattutto in una regione come l'Emilia Romagna che per cultura e tradizione si è sempre ispirata alla coesione sociale come fattore di sviluppo e di emancipazione delle donne e degli uomini che vivono, lavorano, producono in questa terra”. 

Anche la Cisl di Reggio Emilia e Cisl Funzione pubblica (Fp) parteciperanno alle tre ore di mobilitazione di lunedì. Il giudizio sulla spending review è, anche in questo caso, molto pesante: “Sono inaccettabili i tagli al personale -  afferma Margherita Salvioli Mariani, segretaria della Cisl di Reggio Emilia - Nelle proposte formulate vi leggiamo poco coraggio su sprechi, appalti e disorganizzazioni”.
Una protesta cui fanno eco le parole del segretario della Cisl Fp reggiana, Adelmo Lasagni: “Nei sistemi virtuosi, e l’Emilia Romagna è uno di questi, è inaccettabile il taglio lineare del 10% agli organici delle amministrazioni – afferma - Aancora una volta si impongono misure indiscriminate e inefficaci che creano grave danno a lavoratori e cittadini”.
A creare allarme tra i lavoratori pubblici c’è anche la questione degli esuberi, che apre un enorme problema di equità. “Con questo decreto non c’è ombra di riorganizzazione – conclude Lasagni - ma solo il rischio di una voragine nel sistema di welfare. Ecco perché vogliamo che il decreto venga cambiato nei passaggi parlamentari: i tagli agli organici devono essere dirottati sulle consulenze, sulle esternalizzazioni e sugli appalti poco trasparenti che costituiscono la vera zavorra della spesa pubblica”. 


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