Pmi, situazione delle imprese in "continuo peggioramento"

I risultati dell'analisi congiunturale trimestrale di Confapi: produzione in calo per quasi un intervistato su due

Cristina Carbognani, presidente di Confapi Pmi Reggio Emilia

Cristina Carbognani, presidente di Confapi Pmi Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – “E’ sconfortante analizzare ogni tre mesi i dati congiunturali e riscontrare che lo stato di salute delle nostre Pmi associate è in continuo inesorabile peggioramento”. Non usa mezzi termini la presidente di Confapi Pmi Reggio Emiia, Cristina Carbognani, nel commentare i dati dell’analisi che si riferisce al periodo tra aprile e giugno 2012: la produzione risulta in diminuzione per il 46,5% del campione indagato (+5,5%). Il dato è stabile solo per meno di un’azienda su tre (-9,5% rispetto al trimestre precedente) e in aumento per il 23% (+4%) del campione indagato. Gli ordinativi del secondo trimestre ricalcano perfettamente i dati della produzione. 
II mercato interno registra i peggiori dati congiunturali, a conferma dell’andamento del trimestre precedente: diminuzione del 50%, stabilità per il 26% e un aumento del 24%. Il fatturato risulta in diminuzione per il 41,5% (-0,5%), stabile per il 33% delle aziende intervistate (-8%) e in aumento per il 25,5% (+8,5%).
Gli effetti della crisi continuano a intaccare anche i livelli occupazionali, anche se con minore aggressività: il dato è stabile per il 79% del campione. Il 30% dele aziende intervistate ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, mentre il 30% delle aziende ha riscontrato difficoltà nell’accesso ai finanziamenti.
Quasi un’azienda su due (il 46,5%) dichiara di aver avuto un utile lordo in diminuzione negli ultimi tre mesi, mentre solo il 50% degli imprenditori sta mettendo in campo investimenti, dividendoli tra impianti, formazione e organizzazione.


Davanti a dati simili, le previsioni per il prossimo trimestre non sono affatto rosee: il 47,5% degli intervistati si attende una diminuzione degli ordinativi, e il 49% del campione prevede un calo del fatturato. I livelli occupazionali sono dati stabili nel 81% dei casi, mentre nel prossimo trimestre sarà il 34% delle imprese ad utilizzare ancora gli ammortizzatori sociali.
“La produzione industriale è ai minimi storici come i consumi – commenta la Carbognani - La recente approvazione del Decreto Sviluppo, contenente le misure del Governo per favorire la crescita, arriva in maniera tardiva, quando ormai le Pmi sono in agonia da tempo. Nonostante il Governo sia formato da tecnici spiace constatare che i tempi della politica rimangano comunque diversi da quelli dell’impresa. Una scollatura che continua a mietere vittime come dimostrano i dati dei fallimenti, della disoccupazione giovanile e dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.
Nella nostra zona, poi, la situazione è ulteriormente aggravata dagli effetti dei terremoti di maggio. Non resta che “aspettare con ansia e preoccupazione i dati del dopo estate – conclude la Carbognani - con il timore che saranno altre le vittime di questa crisi e della mancanza di tempismo. Auspichiamo quindi che le istanze delle Pmi che da anni portiamo avanti: snellimento della burocrazia, applicazione della legge sui tempi di pagamento, sgravi fiscali per le imprese virtuose siano finalmente accolte e in modo serio. Gli imprenditori sono stanchi di essere soli in trincea a lottare per ripartire, gli emiliani e i reggiani in testa”.

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