Concordato alla Montanari spa: "Fulmine a ciel sereno"

Il provvedimento arriva all'improvviso: gli stipendi erano pagati regolarmente. Presto un incontro col sindaco di Luzzara

LUZZARA (Reggio Emilia) – Gli stipendi erano pagati regolarmente, e c’era stato solamente un uso saltuario della cassa integrazione ordinaria. Ecco perché la notizia del concordato preventivo alla Montanari spa di Villarotta di Luzzara, che impiega 141 addetti, è giunto come “un fulmine a ciel sereno”, secondo le parole di Rudi Zaniboni della segreteria Fillea Cgil di Reggio Emilia.
L’annuncio è arrivato nel pomeriggio di mercoledì nel corso di un incontro con la direzione aziendale, programmato da tempo programmato per discutere la “gestione ordinaria” della crisi. E invece, le parole pronunciate sono state ben altre: il concordato preventivo, è stato detto nel corso della riunione, era stato presentato già da lunedì.  è stato comunicato che già da lunedì scorso è stato presentato un concordato preventivo. Un annuncio che ha lasciato interdetti lavoratori e sindacati. E tra questi ultimi, non mancano le polemiche: «La Fillea Cgil - questo il testo del comunicato diffuso dalla Cisl - al termine del tavolo tra le parti pur concordando con la Filca Cisl tempi e metodi per la tutela dei lavoratori ha adottato una condotta antiunitaria spendendosi in dichiarazioni unilaterali della singola organizzazione. La Filca Cisl di Reggio Emilia non ci sta e giudica gravissimo il fatto avvenuto, in quanto si antepongono logiche protagonistiche di bandiera all'essenzialità della tutela del lavoro e dei lavoratori che dovrebbe essere il fulcro dell'operato sindacale”.

La sede della Montanari spa

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La Fillea Cgil ricostruisce così l’accaduto: “Fino a pochi giorni fa – scrivono - non vi erano elementi evidenti che facessero presagire niente del genere; l’azienda aveva saltuariamente fatto uso di Cassa Integrazione Ordinaria ma con un utilizzo modesto e solo in forma di riduzione in alcune circostanze”. “C’è stata addirittura la richiesta di lavoro straordinario, in particolare, su una linea di produzione dove si lavorava a ciclo continuo su tre turni per sette giorni – aggiunge Zaniboni - In seguito al terremoto si era anche manifestata la preoccupazione della proprietà sul rischio di dover interrompere la produzione per ragioni di sicurezza strutturale perché avevano la necessità di non fermare l’attività. Quindi nulla trapelava su quanto evidentemente si stava preparando”. 
Ora i sindacati dovranno cercare di capire cosa è successo: atteso già per la prossima settimana un incontro con il sindaco di Luzzara Andrea Costa, e una prima assemblea con i dipendenti dell’azienda.

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