Naufragio Costa Concordia, arrestato il capitano
sabato 14 gennaio 2012
Le accuse sono di omicidio colposo plurimo e abbandono della nave dato che Francesco Schettino se ne sarebbe andato alle 23,30: le ultime scialuppe hanno lasciato l'imbarcazione alle tre
PORTO SANTO STEFANO - Francesco Schettino, comandante della nave Costa Concordia, è stato arrestato con l'accusa di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave. Il 52enne, secondo quanto risulta agli inquirenti, avrebbe abbandonato la nave già verso le 23,30 quando c'erano ancora molte persone da salvare, sia dell'equipaggio, sia dei passeggeri.
Il comandante è stato trasferito nel carcere di Grosseto in attesa dell'udienza di convalida che si terrà martedì o mercoledì. Oltre a Schettino è stato indagato anche il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, per gli stessi reati. La nave e la scatola nera recuperata dai vigili del fuoco sono state poste sotto sequestro. Secondo la procura di Grosseto il comandante "si è avvicinato molto maldestramente all'Isola del Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti". All'arrivo dei soccorsi avrebbe poi abbandonato la nave, verso le 23.30. Quando a bordo c'erano ancora dei passeggeri. Le ultime scialuppe sono infatti partite alle 3 di notte.
Il procuratore di Grosseto Francesco Verusio ha anche specificato che, al momento dell'impatto, "c'era Schettino al comando della nave", e che è stato il comandante "ad ordinare la rotta: questo è quanto ci risulta". Ha aggiunto il procuratore Verusio: "E' stata una manovra voluta". Al vaglio degli inquirenti anche il fatto che il passaggio molto vicino all'isola del Giglio sia stato deciso per far "salutare" ai croceristi i paesi dell'isola illuminati nel buio.
Il comandante è stato trasferito nel carcere di Grosseto in attesa dell'udienza di convalida che si terrà martedì o mercoledì. Oltre a Schettino è stato indagato anche il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, per gli stessi reati. La nave e la scatola nera recuperata dai vigili del fuoco sono state poste sotto sequestro. Secondo la procura di Grosseto il comandante "si è avvicinato molto maldestramente all'Isola del Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti". All'arrivo dei soccorsi avrebbe poi abbandonato la nave, verso le 23.30. Quando a bordo c'erano ancora dei passeggeri. Le ultime scialuppe sono infatti partite alle 3 di notte.
Il procuratore di Grosseto Francesco Verusio ha anche specificato che, al momento dell'impatto, "c'era Schettino al comando della nave", e che è stato il comandante "ad ordinare la rotta: questo è quanto ci risulta". Ha aggiunto il procuratore Verusio: "E' stata una manovra voluta". Al vaglio degli inquirenti anche il fatto che il passaggio molto vicino all'isola del Giglio sia stato deciso per far "salutare" ai croceristi i paesi dell'isola illuminati nel buio.
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