Stormfront, ecco la blacklist neonazista dei "nemici"
martedì 20 dicembre 2011
Il sito, costola italiana dell'organizzazione che fa capo all'ex leader del Ku Klux Klan, ha stilato l'elenco di chi aiuta gli immigrati
ROMA - Il sito neonazista Stormfront, costola italiana dell'organizzazione che fa capo all'ex leader del Ku Klux Klan Don Black, ha pubblicato una lista di politici, magistrati, religiosi, attivisti dei diritti umani, giornalisti la cui 'colpa' è occuparsi di immigrati.
Il primo dell'elenco è don Ezio Segat, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto. "Ha preso i soldi raccolti dal veneto skin e li ha dati ai poveri fratelli immigrati", ha spiegato Costantino. Sono indicati poi monsignor Cesare Nosiglia e don Fredo Olivero. Moltissimi i politici. C'è "il governo Monti al completo". Poi vi sono amministratori come il sindaco di Padova Flavio Zanonato, la vicepresidente della giunta toscana Stella Targetti ("bastarda immigrazionista, sei nella lista", scrive Costantino), e l'assessore all'Integrazione di Torino Ilda Curti. Tra i politici, gli esponenti di Sel a Milano Luca Gibillini, Mirko Mazzali e Anita Sonego.
E poi giudici: la pm di Torino Laura Longo che contestò l'odio etnico per gli scontri nel capoluogo piemontese, il giudice Domenico Galletta, il gup Carlo Fontanazza che giudicò il marocchino responsabile della morte di 8 persone a Lamezia Terme. E poi ancora Antonella Consiglio, Giuseppina Di Maida e Filippo Serio, giudici del riesame. E avvocati: Salvatore Staiano, Giorgio Bisagna ed Emiliano Riba, quest'ultimo avvocato dell'imam di Torino Khounati. Nel sito neonazi sono citati anche Roberto Malini dell'organizzazione Everyone, Gad Lerner, Maurizio Costanzo.
"L'Italia e' uno dei pochi Paesi europei a non avere ancora bandito il forum neonazista, come e' invece accaduto in Germania e Francia; questo poiche' il portale si appoggia su un server americano con sede a West Palm Beach, in Florida, e ogni operazione di natura giudiziaria, se avanzata dalle sole autorita' italiane, diviene estremamente complessa, se non impossibile", hanno spiegato in una nota gli attivisti di EveryOne, finiti nella lista con il loro esponente Roberto Malini.
"Le nostre Procure non sono state in grado di identificare e perseguire gli utenti neonazisti di Stormfront Italia nemmeno quando a gennaio di quest'anno e' stata diffusa la 'lista degli ebrei italiani', definiti vere e proprie 'facce da cancellare'", hanno ricordato, "cogliamo l'occasione dei sanguinosi fatti di Firenze e della volonta' della Procura della Repubblica del capoluogo toscano di indagare per apologia di reato gli utenti del web che hanno diffuso, in concomitanza con l'omicidio dei due ragazzi senegalesi, contenuti di istigazione alla violenza e all'odio razziale (ampiamente apparsi su Stormfront Italia), per invitare la rappresentanza Usa in Italia a farsi portavoce presso il governo degli Stati Uniti della necessita' urgente di dichiarare fuorilegge il portale www.stormfront.org e il movimento a esso connesso in quanto contrari ai valori di civilta', democrazia e liberta' sanciti, tra tutte, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani".
Il primo dell'elenco è don Ezio Segat, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto. "Ha preso i soldi raccolti dal veneto skin e li ha dati ai poveri fratelli immigrati", ha spiegato Costantino. Sono indicati poi monsignor Cesare Nosiglia e don Fredo Olivero. Moltissimi i politici. C'è "il governo Monti al completo". Poi vi sono amministratori come il sindaco di Padova Flavio Zanonato, la vicepresidente della giunta toscana Stella Targetti ("bastarda immigrazionista, sei nella lista", scrive Costantino), e l'assessore all'Integrazione di Torino Ilda Curti. Tra i politici, gli esponenti di Sel a Milano Luca Gibillini, Mirko Mazzali e Anita Sonego.
E poi giudici: la pm di Torino Laura Longo che contestò l'odio etnico per gli scontri nel capoluogo piemontese, il giudice Domenico Galletta, il gup Carlo Fontanazza che giudicò il marocchino responsabile della morte di 8 persone a Lamezia Terme. E poi ancora Antonella Consiglio, Giuseppina Di Maida e Filippo Serio, giudici del riesame. E avvocati: Salvatore Staiano, Giorgio Bisagna ed Emiliano Riba, quest'ultimo avvocato dell'imam di Torino Khounati. Nel sito neonazi sono citati anche Roberto Malini dell'organizzazione Everyone, Gad Lerner, Maurizio Costanzo.
"L'Italia e' uno dei pochi Paesi europei a non avere ancora bandito il forum neonazista, come e' invece accaduto in Germania e Francia; questo poiche' il portale si appoggia su un server americano con sede a West Palm Beach, in Florida, e ogni operazione di natura giudiziaria, se avanzata dalle sole autorita' italiane, diviene estremamente complessa, se non impossibile", hanno spiegato in una nota gli attivisti di EveryOne, finiti nella lista con il loro esponente Roberto Malini.
"Le nostre Procure non sono state in grado di identificare e perseguire gli utenti neonazisti di Stormfront Italia nemmeno quando a gennaio di quest'anno e' stata diffusa la 'lista degli ebrei italiani', definiti vere e proprie 'facce da cancellare'", hanno ricordato, "cogliamo l'occasione dei sanguinosi fatti di Firenze e della volonta' della Procura della Repubblica del capoluogo toscano di indagare per apologia di reato gli utenti del web che hanno diffuso, in concomitanza con l'omicidio dei due ragazzi senegalesi, contenuti di istigazione alla violenza e all'odio razziale (ampiamente apparsi su Stormfront Italia), per invitare la rappresentanza Usa in Italia a farsi portavoce presso il governo degli Stati Uniti della necessita' urgente di dichiarare fuorilegge il portale www.stormfront.org e il movimento a esso connesso in quanto contrari ai valori di civilta', democrazia e liberta' sanciti, tra tutte, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani".
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