Giornalismo reggiano in lutto, è morto Umberto Bonafini

lunedì 11 luglio 2011

L'ex direttore della Gazzetta di Reggio è spirato all'età di 78 anni. Oggi i funerali in S. Prospero

Umberto Bonafini

Umberto Bonafini

REGGIO - Il mondo dell'informazione reggiano ha perso un grande giornalista. All'età di 78 anni è spirato all'arcispedale Santa Maria Nuova, dopo una lunga malattia, Umberto Bonafini, ex direttore della Gazzetta Reggio. Bonafini lottava da più di un anno contro un tumore e da qualche settimana si trovava ricoverato al nosocomio reggiano dove è deceduto oggi pomeriggio alle 15.
Era nato a Guastalla nel 1933, si era diplomato all'Istituto Tecnico per Ragionieri e Geometri "Angelo Secchi" e aveva mosso i primi passi come cronista alla Gazzetta di Mantova. Giornalista professionista dal febbraio1974, ha alternato i ruoli di cronista a quello di critico musicale. In particolare era un grande conoscitore dell'opera lirica e aveva fatto parte anche del consiglio di amministrazione della Fondazione I Teatri.
Ha anche insegnato Storia della Musica al Conservatorio "Lucio Campiani" di Mantova. Il primo dicembre 1980 è stato invitato da Mario Formenton, Piero Ottone e Rino Bulbarelli a Reggio per rifondare la storica testata Gazzetta di Reggio che ha diretto sino all'11 settembre 1998.  In quei 17 anni, affiancato da un gruppo di giovani giornalisti, Bonafini ha quasi realizzato il sorpasso sul Resto del Carlino, praticamente raggiungendo lo storico quotidiano locale nelle vendite.
Il suo scoop giornalistico più grande fu l'intervista in cui Romano Prodi annunciò la sua discesa in campo in politica a metà degli anni Novanta. Vennero giornalisti da tutta Italia e anche dall'estero a Reggio per riprendere la notizia data dall'allora direttore della Gazzetta di Reggio.
Per quattro anni ha conservato il ruolo di collaboratore nel giornale da lui fondato, per poi passare a collaborare a Ultime Notizie e quindi a Il Giornale di Reggio di cui, dal 7 giugno 2008, ha assunto la direzione che ha lasciato circa un anno fa.
I funerali avverranno mercoledì 13 luglio alle 14 nella basilica di San Prospero, poi la salma sarà tumulata a Mantova.


I messaggi di cordoglio


Il sindaco di Reggio, Graziano Delrio, ha voluto ricoredare Umberto Bonafini nel giorno della sua scomparsa. "Ha saputo dare voce - le parole del primo cittadino - alle tante anime della città e della provincia, con il suo eclettismo e con la sua grande passione per la macchina da scrivere e per la sua terra. Ha rappresentato nella nostra comunità, per lunghi anni, uno spirito laico, liberale e indipendente. Lui stesso amava citare Piero Gobetti e Luigi Einaudi, maestri del pensiero politico ed economico di impronta liberale. Ad essi spesso si ispirava negli editoriali, analitici e graffianti, che pubblicava sui giornali da lui diretti: la Gazzetta di Reggio e Il Giornale di Reggio negli ultimi tempi.
In particolare, alla guida della Gazzetta di Reggio, che “rifondò” più di 30 anni fa, quando il gruppo Espresso decise di riavviare la storica edizione reggiana, e che diresse per oltre 17 anni, avvicinando al giornalismo tanti giovani, Bonafini ha contribuito dagli anni Ottanta a dare vigore all’informazione locale e a radicare nei cittadini il desiderio del confronto quotidiano con le notizie sulla propria comunità e con l’opinione del Bastian Contrario e del Direttore del giornale: in questo senso Bonafini è stato un “uomo-giornale”, il simbolo del giornale stesso che dirigeva. Amava la polemica, il confronto anche aspro, la provocazione, con l’intento di far emergere, con passione giornalistica, la realtà dei fatti e delle opinioni.
Il suo contributo all’informazione reggiana, letta spesso alla luce degli eventi nazionali,
è stato fondamentale per la formazione dell’opinione pubblica della nostra città. La sua voce spesso fuori dal coro, i suoi racconti epici, il suo spirito guascone, la sua grande cultura e profonda memoria storica, che coinvolgeva la musica, la Lirica soprattutto di cui era profondo conoscitore e divulgatore, hanno contribuito a fare di lui una persona che resterà nella memoria di tutti i reggiani e di cui tutti sentiremo la mancanza. A nome dell’amministrazione comunale e mio personale rivolgo le più sentite condoglianze ai familiari".
"Ci mancherà Umberto Bonafini - ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli - penna versatile e brillante, capace di incidere nell’opinione pubblica, polemista arguto e attento narratore di Reggio e dei reggiani, delle istituzioni e della politica, profondo amante della sua terra e della sua gente. Ci mancheranno la sua passione e la sua attenzione per la cultura, per la musica in particolare, che ha posto sempre al primo posto come elemento fondamentale della crescita sociale, della vita della comunità e del suo stesso lavoro. Ai familiari va il mio cordoglio per questa perdita dolorosa."


Anche la presidente della Provincia Sonia Masini ha espresso parole di cordoglio per la sua scomparsa: "Oggi Reggio Emilia ha perso una delle sue penne più vivaci. Un testimone significativo che con il suo lavoro ha raccontato la storia di questa provincia negli ultimi 30 anni. Ricordiamo Umberto Bonafini alla guida della Gazzetta di Reggio per quasi 20 anni, dove assieme a un gruppo di giovani giornalisti diede vita a un quotidiano dinamico che impresse nuovo impulso al mondo dell’informazione locale.
Dopo la direzione, Bonafini  alla Gazzetta ricoprì il ruolo di editorialista per 4 anni, "pungendo" con la sua penna i protagonisti della vita locale. E anche nel nuovo incarico di direttore del Giornale di Reggio, lasciato da poco più di un anno, continuò a raccontarci e a commentare fatti e personaggi spesso in modo scomodo, ma sempre con la sincerità e la genuinità che hanno contraddistinto il suo lavoro. Oggi lo salutiamo e raccogliamo l'importante eredità che ci ha lasciato non solo nel campo del giornalismo dove allevò tanti giovani, ma anche in quello della cultura più in generale e della musica, per la quale aveva tanta passione. Il suo legame con Guastalla, il Po e la “sua” Bassa, la frequentazione di importati personaggi come Zavattini e tanti altri ci hanno trasmesso un’idea vera e colta di Reggio, della quale possiamo andare orgogliosi anche perché interpretata in modo così originale e profondo. Per tali ragioni lo ricorderemo con particolare affetto e vogliamo dirgli ancora grazie  di cuore. Porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia per un lutto che la colpisce insieme a tutti noi".
Pure il presidente del Consiglio provinciale Gianluca Chierici ha espresso il proprio cordoglio e quello di tutto il Consiglio "per la scomparsa di una voce importante, che con la sua penna ha raccontato la storia di Reggio degli ultimi 30 anni e lo ha fatto in quel modo schietto e genuino che lo ha sempre contraddistinto. In questo momento rivolgiamo anche le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, colpita tanto duramente".


Il capogruppo in Provincia della Lega Nord, Stefano Tombari, ha voluto esprimere "il sincero cordoglio per la scomparsa del direttore Umberto Bonafini (io ho sempre continuato a chiamarlo “il direttore”), figura storica e atipica di riferimento dello scenario giornalistico della nostra Provincia. Ci mancheranno le sue argute manifestazioni, pur in alcune reciproche divergenze, che aggiungevano un po’ di sapidità alla politica locale. Addio Direttore".

Anche il capogruppo Fli in Provincia, Tommaso Lombardini, ha voluto ricordare la sua figura, "non come giornalista, ma come grande conoscitore di musica: se ho imparato ad amarla e ad apprezzarla - scrive Lombardini - è anche grazie a lui, e di questo gli sarò sempre grato. Mi piace ricordarlo come persona, prima ancora che come professionista: in tanti, oggi, spenderanno belle parole sulla sua carriera, ma non ho voglia di unirmi al coro 'dell'unanime cordoglio per la scomparsa di un grande giornalista'. No, preferisco pensarlo a quando guidava i viaggi organizzati dalla Gazzetta di Reggio per l'ultimo dell'anno, ormai vent'anni fa: Madrid, Berlino, Lisbona alcune delle mete visitate. Luoghi e momenti indimenticabili, ai quali penso spesso con tanto affetto. Ci mancherà, anche e soprattutto per quel suo carattere padano così verace, per quelle contraddizioni che lo hanno caratterizzato, ma che lo hanno reso assolutamente unico e inimitabile. Un grande abbraccio anche a Linda e Nicola: addio direttore".


"Dal 1993, poco dopo la nascita di Forza Italia, ho avuto contatti frequenti con Bonafini - racconta Fabio Filippi, del Pdl - Certamente non ci siamo risparmiati critiche, sempre nel reciproco rispetto. Ognuno rimaneva fermo sulle proprie posizioni. Circa due settimane fa ho sentito Umberto al telefono, sapevo della sua malattia, la sua voce era debole, abbiamo commentato un suo editoriale, pubblicato da il Giornale di Reggio. Abbiamo parlato di politica, una bella chiacchierata, purtroppo l’ultima. Umberto ci mancherà, era una mente libera, un ottimo direttore, il suo lavoro non verrà dimenticato". 




"Con Umberto Bonafini - scrivono Giacomo Notari e Antonio Zambonelli, rispettivamente presidente e direttore del notiziario dell'Anpi provinciale - scompare un giornalista curioso e capace, da anni protagonista di primo piano della vita culturale e politica della nostra città, dopo aver spaziato tra le due sponde del Po mantenendo sempre un forte radicamento nella sua Guastalla. L’Anpi di Reggio rende omaggio alla sua figura di sincero democratico e liberale autentico, in varie occasioni anche nostro stimolante e acuto interlocutore".

Messaggi di cordoglio sono arrivati non solo dal mondo politico, ma anche da quello sportivo e imprenditoriale. Pallacanestro Reggiana lo ricorda con affetto e "porge al figlio Nicola e alla moglie Zelinda le più sentite condoglianze".

Condoglianze giungono alla famiglia di Bonafini anche dalla Confapi di Reggio e dalla sua presidente, Cristina Carbognani: "Vi siamo vicini in questo momento di dolore per la perdita del caro Umberto. Sappiamo quanto sia stato per Reggio, per il giornalismo e per voi una grande figura di riferimento, ma siamo certi che appena arrivato nell’aldilà sarà più sereno, lontano dalla malattia e già armato di penna per fondare un nuovo giornale del cielo". 


Anche Cna si unisce al cordoglio della città: "Nella sua lunga carriera di occhi e voce del territorio reggiano - si legge nel messaggio diffuso dal presidente Tristano Mussini - molte sono state le occasioni in cui le nostre attività di CNA si sono incrociate con il suo operato, trovando sempre disponibilità e fermezza, qualità da noi molto apprezzate. Con Bonafini Reggio perde una figura di grande spessore, ma siamo sicuri che grazie alle generazioni di giornalisti da lui curate e all’impronta lasciata nel mondo dell’informazione locale, la sua eredità non andrà persa".


Dalla Camera di Commercio arrivano le condoglianze del presidente Enrico Bini: "Scompare un giornalista eminente e un direttore capace. La sua analisi spaziava in tutta la realtà reggiana: civile, economica, politica.Bonafini ha saputo leggere con acume l'evoluzione della nostra comunità, evidenziando limiti e difetti ma proponendo spesso correttivi. Il suo stile inconfondibile è sempre stato contraddistinto da chiarezza, a volte irruenza, perché animato da grande passione civile".



"La scomparsa di Umberto Bonafini ci rattrista enormemente - scrive Mirto Bassoli, segretario generale della Camera del Lavoro -Acuto giornalista e fine intellettuale, dotato di grande cultura, non faceva mai mancare la sua capacità di analizzare le vicende della politica locale e nazionale.

Un liberale autentico, tuttavia sempre attento ai temi sociali, alla condizione e alla vita delle persone. Ci mancherà la sua coscienza critica, così presente e attenta nei tantissimi anni nei quali è stato protagonista assoluto del giornalismo reggiano".



Un messaggio di cordoglio anche dal segretario del Pd, Roberto Ferrari, che scrive: "Oggi se ne è andato davvero un pezzo importante di Reggio Emilia. Umberto Bonafini rappresentava davvero qualcosa di prezioso per la nostra città, a cui tanto ha dato nella sua lunga carriera professionale. Bonafini era davvero un uomo libero. Forse per questo la sua vocazione è stata quella di essere giornalista: e davvero, nel suo caso, non si trattava di un mestiere, di una qualifica, ma di una identità. Protagonista culturale della città e delle sue istituzioni, era armato di una dialettica micidiale e di un gusto della battuta tipico delle nostre pianure. Con lui se ne va un esempio – forse d’altri tempi – di fare informazione.  Vogliamo ringraziarlo ancora per quello che ha saputo dare ed essere a Reggio Emilia. Le più sentite condoglianze alla famiglia".





Anche Romano Prodi piange la scomparsa di Umberto Bonafini, cui era legato da una profonda amicizia. "La sua morte - ha detto l'ex-premier - mi ha riempito di tristezza. È come se fosse scomparso un intero periodo di tutta la mia vita. Umberto non solo ha accompagnato ma addirittura preceduto il mio ingresso nella vita politica. Con l’irruenza che derivava in parte dall’amicizia e in parte dal suo grande fiuto di giornalista anticipò infatti la decisione certamente più importante della mia vita pubblica, cioè l’entrata in politica".

La famosa conversazione avvenne "in mezzo a cassette di acqua minerale nel retrobottega di un bar di Valestra - ricorda Prodi - e diventò l’evento dell’estate e, passando dalla Gazzetta di Reggio all’Agenzia Reuter, anticipò tutti i media nazionali. Non fu né la prima né l’ultima delle nostre conversazioni: credo che per anni abbiamo speso giorni interi a scambiarci opinioni su quanto era successo in passato o sarebbe successo in futuro. Prima di tutto le vicende di Reggio, che lui presidiava dal bar di piazza del Monte e alle quali non mancava mai di dare un’interpretazione personale, libera da costrizioni che non fosse quella della sua curiosità. E poi le vicende nazionali ed internazionali che lo appassionavano a fondo. Ricordo le sue risate e le sue acute osservazioni che accompagnarono la mia missione ufficiale alla Casa Bianca e l’incontro con l’allora presidente Clinton, al quale partecipò con passione e professionalità". "Umberto - conclude Prodi - da vero giornalista di razza, riusciva a mettere insieme il grande e il piccolo e a legare il tutto con il cemento dell’opera lirica. Con lui il dibattito sulle cose di Reggio si è ampliato, è diventato più libero e, permettetemi di dirlo anche in questo momento di grande dolore, è diventato più divertente. A lui quindi la nostra città deve essere grata, per i suoi giudizi, per i suoi approfondimenti e anche per i suoi utili paradossi".



Il sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, ha così salutato Bonafini: "La notizia della scomparsa di Umberto ci ha profondamente emozionato e commosso. Era un giornalista vivace e attento, profondo conoscitore della nostra realtà, e sentiremo tutti la mancanza della sua penna e della sua cordialità".


Anche Marco Eboli, consigliere comunale Pdl, ricorda Bonafini: "Ci conoscevamo da 27 anni - ricorda - Avevamo idee politiche diverse, ma ci univa il concetto di democrazia e pluralismo. Era capace di scrivere cose truci contro di me, ma talmente onesto da ospitare quelle altrattanto truci contenute nella mia replica. Un giornalista vero, che amava il confronto e non chiudeva la porta in faccia a nessun parere, anche il più scomodo, esempio di quella cultura liberale di cui si è sempre dichiarato fedele. Amabili e schiette le nostre discussioni al bar Tropical, così come premuroso nell'ospitare le interviste dei leader di destra, da Almirante a Fini, quando erano nostri ospiti in città. Fedele a se stesso sempre. Grazie Umberto".


Alla famiglia e al figlio, il collega Nicola, vanno le più sentite condoglianze dalla redazione

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